Cultura

Dalla competitività alla sicurezza, l'Italia e le sue fragilità

Analisi di Garofoli-Mattarella su come governare le nuove sfide

Dalla competitività alla sicurezza, l'Italia e le sue fragilità

Redazione Ansa

(di Marzia Apice) (ANSA) - ROMA, 19 FEB - ROBERTO GAROFOLI - BERNARDO GIORGIO MATTARELLA, GOVERNARE LE FRAGILITA'. ISTITUZIONI, SICUREZZA NAZIONALE, COMPETITIVITA' (Mondadori, pp. 372, 22 euro). La sicurezza nazionale da tutelare nel tragico scenario delle guerre e negli squilibri geopolitici attuali. La vocazione italiana all'export, messa a rischio con i nuovi dazi annunciati da Trump. Ma anche il nodo della dipendenza energetica dall'estero, il contrasto all'evasione e la sempre più necessaria razionalizzazione della spesa pubblica. Sono tante le sfide che l'Italia sta già affrontando e dovrà affrontare nel prossimo futuro per mantenere alta la competitività e i livelli di benessere: per farlo non basterà adottare misure a livello europeo, ma serviranno anche nuove, più incisive politiche nazionali. Ne sono convinti Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella autori del lungo saggio "Governare le fragilità.
    Istituzioni, sicurezza nazionale, competitività", pubblicato da Mondadori. Ricchissimo di dati, numeri e analisi approfondite e puntuali - in un'ottica sia italiana che internazionale - il libro esamina le tante debolezze che rischiano di oscurare i pur numerosi punti di forza del nostro Paese: il tema cruciale per gli autori è la necessità non più rinviabile di poter contare su un sistema di governo rafforzato e su una macchina amministrativa più efficiente, che siano non solo all'altezza delle sfide da condurre ma anche in grado di avere il giusto tempo, dando cioè continuità alle riforme. Tanti, e tutti complessi, i temi affrontati nel volume, anche alla luce delle nuove criticità, non soltanto i conflitti che insanguinano il Pianeta, ma anche la nuova amministrazione Trump. Sul fronte dell'export, proprio per poter competere ad armi pari di fronte ad attori internazionali sempre più aggressivi, gli autori sottolineano per esempio come le dimensioni piccole e medie di una parte non marginale delle imprese italiane coinvolte nei processi di internazionalizzazione richiedano una particolare efficienza del sistema italiano di supporto all'export, anche in vista dell'attuazione della riforma sull'autonomia differenziata. Capitolo interessante è quello dedicato alle fonti rinnovabili di energia: qui il tema dell'aumento della produzione si lega anche a quello dell'adeguatezza della rete e quello dello stoccaggio. Va cioè evitata quella che Garofoli e Mattarella definiscono una situazione "paradossale", ossia nuovi impianti che finiscano per non essere adeguatamente utilizzabili, generando energia in aree geografiche e in fasce orarie nelle quali di energia ce n'è già in abbondanza. Oltre a un approfondimento su scuola e università, con l'accento posto su livelli di apprendimento e spesa pubblica ma anche sui divari - sociali, di genere e territoriali - che il sistema scolastico italiano non riesce a colmare, ampio spazio viene dato nel libro all'annosa questione della sanità: qui secondo gli autori è quanto mai urgente riqualificare la spesa sanitaria, perché il semplice aumento delle risorse potrebbe non bastare per centrare l'obiettivo dell'innalzamento in termini di qualità e quantità degli standard dei servizi offerti. Infine, nel volume torna anche il vecchio problema, tutto italiano, del ritardo rispetto ai Paesi europei per tassi di efficienza amministrativa, livelli di digitalizzazione, tempi giudiziari di definizione delle liti: fattori purtroppo molto rilevanti nel condizionare competitività e attrattività del Paese. (ANSA).
   

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