BRASSAI, L'OCCHIO DI PARIGI. A CURA DI PHILIPPE RIBEYROLLES (SILVANA EDITORIALE, PP.
Ungherese naturalizzato francese è vissuto dal 1899 al 1984.
Salvador Dalì, Pablo Picasso, Henri Matisse alcuni dei big che ha immortalato negli anni. Tra i suoi amici lo scrittore americano Henry Miller che lo chiamava "occhio vivo". Il volume raccoglie scatti della Parigi notturna, della vita mondana, e anche i graffiti che passeggiando scovava sui muri della Ville Lumière. La Parigi di queste pagine è vivace, misteriosa, avvolta nella nebbia o bagnata dalla pioggia. Il libro raccoglie inoltre nudi femminili e ritratti. Brassaï viaggiò in tutta Europa e negli Stati Uniti, lasciando dietro di sé fotografie che conservano l'impronta della sua curiosità e del suo stile.
"Prima di essere colpito dal soggetto, l'occhio dello spettatore deve essere catturato dalla sua forma, dalla struttura dell'immagine. Solo le immagini rigorosamente costruite possono entrare nella memoria e diventare indimenticabili", diceva Brassaï. Emblematico a tal proposito un suo scatto realizzato nella zona di Montmartre che appare completamente deserta, spiccano geometrie e gradini e, in lontananza, staziona un cagnolino bianco. (ANSA).
Brassaï, in un volume gli scatti della sua Parigi misteriosa
Dal surrealismo alle iconiche immagini della Ville Lumière