Cultura

Da Bulgakov all'Ilva, I Nomi del Diavolo di Kid Yugi

"Mi ispiro alla letteratura tra messaggi anti dittature e rap"

Redazione Ansa

Il rap che incontra la letteratura, da quella russa alla britannica a cavallo tra le rappresentazioni del male e del bene, nella musica e nelle parole di Kid Yugi, che stupisce e prende ispirazione da Golding e Bulgakov per il nuovo album, I Nomi del Diavolo. Il lavoro in questione esce il 1 marzo e già in pre ordine dei formati fisici ha venduto 10.000 copie. "L'idea del progetto - ha raccontato Kid Yugi, all'anagrafe Francesco Stasi - era rappresentare in maniera personale tutte le manifestazioni di ciò che è misterioso e maligno, anche nel mondo di oggi, dall'Ilva al concetto di terrone espresso come una sfida".

L'album, un concept, arriva dopo il successo del precedente The Globe. Ora a sorpresa anche la collaborazione con Sfera Ebbasta nel disco. Ispirato da opere come Il Signore delle Mosche, Kid Yugi esplora il tema del male e del suo manifestarsi nelle forme più diverse, anche bizzarre e stravaganti, per mischiare, sconvolgendole, le carte sul tavolo gioco della società. Con lui, per una lunga serie di featuring, anche Tedua, Ernia, Noyz Narcos, Geolier, Simba la Rue, Papa V, Tony Boy e Arie 5ive. "Non era mia intenzione utilizzare i nomi canonici del male - ha spiegato Kid Yugi - e nemmeno fare un'enciclopedia. Alcuni nomi canonici ci sono, dal Signore delle mosche a Lucifero, ma ho provato a rendere il racconto quanto più personale possibile". Quattordici, in totale, le tracce nella scaletta, nelle quali il male prende le forme più disparate e si mischia con il bene. Perché, a ben guardare, "che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se ne sparissero le ombre", scriveva Bulgakov nell'opera che ha ispirato l'album a Kid Yugi.

"È un album in cui c'è molto di me - ha spiegato il rapper - ma i riferimenti alla letteratura, come quelli cinematografici, rimangono perché sono il mio carburante che penso non si esaurirà mai. Sono questi i fari per la mia ispirazione". Quella di un viaggio che parte da 'Anticristo' e arriva fino a 'Lucifero', passando però per le rime di 'Eva', Denaro' e anche 'Ilva', quest'ultima, rappresentazione di un male visto dal rapper di Massafra, provincia di Taranto. La copertina è un omaggio alla celebre opera di Michail Bulgakov Il Maestro e Margherita e rimanda alla scena del ballo di Satana. "Nella letteratura russa - ha spiegato Kid Yugi - ho sempre trovato un'essenza di solennità e un così raffinato modo di rappresentare la psicologia umana, che me ne sono subito innamorato. Il Maestro e Margherita è un capolavoro nel suo messaggio anti-autoritario e anti dittatoriale. Di questo romanzo mi ha ispirato molto il sentimento di rivalsa e speranza del poter sovvertire anche un sistema marcio".

Leggi l'articolo completo su ANSA.it