Cultura

Esodi, il grido solitario dei migranti

Performance suggestiva alla Pelanda del Macro Testaccio a Roma

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Redazione Ansa

La partenza forzata, la pietà per i dispersi, l’accoglienza forse impossibile. Sono i tre quadri della performance ‘Esodi’ di Barbara Lalle e Gianluca Sanguigni andata in scena davanti ai vasconi in ghisa e ai binari sospesi della Pelanda dei suini all’ex mattatoio di Testaccio, a Roma, oggi spazio artistico espositivo MACRO nell’ambito della manifestazione Nuvola Creativa curata da Antonietta Campilongo.

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I performer hanno descritto dei migranti il distacco dalle certezze, poi un percorso rischioso che non tutti riescono a superare, ed infine il momento di contatto con l’altro, non sempre facile o prevedibile. Quanto vale nella consapevolezza del singolo, diviene simbolo dell’esperienza di quanti sono costretti a lasciare la propria terra, la propria cultura e la propria identità per cercare un futuro migliore.

Esodi, il respiro affannoso della separazione FOTO

Così dall’esperienza collettiva delle migrazioni si è costretti a tornare a quella personale, alla propria identità e all’individuale percorso di riconoscimento da parte dell’altro.

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Ad impersonare questo racconto, oltre all’emergente performer romana, c’è stata eccezionalmente Cathy Marchand, storica attrice della compagnia Living Theatre, che di questo percorso simbolico, rappresentava il punto di partenza: la stabilità della casa, degli affetti, delle certezze. Il ParrucCoro diretto dal Maestro Luca Pellegrini ha fornito i paesaggi sonori di questo viaggio verso l’altro.

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L'Installazione è stata curata da 'Qualche metro quadro di riflessione' di Easypop. Il video è stato realizzato e gentilmente concesso ad Ansa.it da Antonella Maggio e Marica Lizzadro, il montaggio e la regia sono di Marica Lizzadro. Le foto sono di Marco Marassi.

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