Cultura

Sonia Bergamasco, io 'madre d'Italia' e il Milite Ignoto

Su Rai1 il docufilm con Cesare Bocci e Alessio Vassallo "per ricordare"

Redazione Ansa

 "Mi sono accostata a Maria Bergamas con pudore, mai pensato di immergermi nel suo cuore. L'ho fatto attraverso il senso del materno. Io stessa confesso, non conoscevo la storia del milite ignoto, ci siamo abituati a lui fin da piccoli senza porci domande, questo film consente di mostrare un pezzo della storia del Paese". Sonia Bergamasco è Maria Bergamas in «La scelta di Maria» il docu-film con la regia di Francesco Miccichè, prodotto da Anele in collaborazione con Rai Cinema, Fondazione Aquileia e Istituto Luce-Cinecittà, in onda il 4 novembre su Rai1, in occasione del centesimo anniversario della tumulazione del Milite Ignoto. Al suo fianco Alessio Vassallo in quello del tenente Augusto Tognasso, e Cesare Bocci in quelli del ministro Luigi Gasparotto. Una curiosità - ma è solo una coincidenza tiene a precisare il regista - tutti e tre gli attori hanno fatto parte del mondo di Camilleri: Bergamasco nel ruolo di Livia, l'eterna fidanzata del commissario Montalbano e Bocci in quello del vice Mimì Augello; Vassallo ha invece interpretato Augello nella versione il Giovane Montalbano con Michele Riondino commissari, ma è stato anche protagonista del film tv su Rai1 La concessione del telefono (tratto da un romanzo storico di Camilleri). Undici bare, undici salme di soldati non identificati caduti in trincea nel corso della Grande guerra. Un gruppo di madri sono in attesa di essere ascoltate dalla commissione che deciderà quale sceglierà il Milite Ignoto. Tra loro Maria una contadina di Gradisca di Isonzo, che ha perso in battaglia l'unico figlio maschio, Antonio. Sarà proprio lei a decidere il 28 ottobre 1921, durante una cerimonia nella Basilica di Aquileia, quale tra quegli undici corpi senza nome verrà accolto a Roma nell'Altare della Patria in piazza Venezia. Inizialmente la sua scelta voleva ricadere su quella che le avrebbe ricordato il suo caro Antonio. Poi ci ripensò e optò per la decima salma che invece non aveva alcun tipo di collegamento con suo figlio. Durante lo storico viaggio in treno che trasportò la salma da Aquileia a Roma - un viaggio di 120 soste durato 4 giorni - Bergamas e il tenente Tognasso assistettero ad uno spettacolo unico: in tutte le tappe, intere folle di persone si inchinavano, pregavano e salutavano. Lo spunto sul quale hanno puntato Anele, Rai Cinema, e la Rai tutta, e hanno scommesso e lavorato gli sceneggiatori, è venuta proprio inizialmente a Cesare Bocci: "durante una cena dove un amico faceva il racconto del nonno che fece questo viaggio da Aquileia a Roma. Abbiamo sentito forte le emozioni del luogo dove abbiamo girato. Mi è venuta così la curiosità di un approfondimento. Sonia è riuscita a ridare le emozioni di tutte quante le donne. L'essenzialità di una donna del popolo che non voleva nemmeno essere scelta per questo ruolo. L'aver spostato il punto di vista su quello di una madre ha fatto è stato importante". Alessio Vassallo: "La cosa che mi colpisce è che spesso siamo attraversati da storie senza saperlo, come questa del Milite Ignoto. Tutti lo conoscono, ma nessuno conosce la storia che c'è dietro. L'interpretazione del tenente Tognasso, medaglia al valore, claudicante, viene mandato negli stessi luoghi per rielaborare il lutto e ricominciare. Una cosa che in tanti abbiamo vissuto in questo periodo post-pandemico. Grande rispetto anche per la 'divisa', che in ogni occasione ci protegge". Il direttore di Rai1 Stefano Coletta sottolinea: "questo è fare servizio pubblico, riportare pezzi di memoria al presente. La scelta di Maria è una storia potente che arriverà a tutti noi, sollecitando a dei temi esistenziali molto forti. Maria sceglie la razionalità rispetto al dolore per il nostro Paese". Paolo Del Brocco, amministratore delegato Rai Cinema: "Si porta al pubblico di Rai 1 un prodotto che rimane nel tempo. L'idea innovativa è il punto di vista di una madre, togliendo al peso del tempo del linguaggio e delle immagini, che porta agli stati d'animo". Bergamasco ha infine sottolineato di aver lavorato molto sul linguaggio. Il docu-film è stato girato proprio ad Aquileia, nella trincea del Monte San Michele e nella frazione di San Martino del Carso, che deve la sua fama al fatto di essere stato teatro di numerose battaglie. 

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