(ANSA) - ROMA, 19 DIC - Viva il bianco e nero quando racconta così bene i sentimenti come è in 'Cold War' di Pawel Pawlikowski, cerchio d'amore melo' che parte dalla Polonia, tra le macerie della seconda Guerra mondiale, e lì ritorna alla fine degli anni Sessanta. E questo attraversando Parigi, Berlino e la Jugoslavia in un film pieno di musica, da quella folkloristica polacca fino al jazz.
Per Wiktor è colpo di fulmine e Zula, tra opportunismo e vera fascinazione, ricambia. Questo è solo l'inizio di una storia d'amore impossibile e piena di ostacoli. Tra Varsavia, Parigi e la Jugoslavia, i due si perdono, hanno altre storie, ma sono sempre come in un lungo inseguimento l'uno dell'altro. Lui si ritrova a un certo punto in galera per raggiungerla, mentre lei è ormai diventata una nota cantante. Ma, come accade nelle piu' belle storie d'amore, alla fine Wiktor e Zula si ritroveranno ancora insieme, in Polonia, dove tutto era cominciato.
'Cold War', girato come 'Ida' nel canonico formato 1:1.37, è dedicato ai genitori del regista entrambi scomparsi - i due protagonisti del film condividono così, non a caso, il loro nome di battesimo (Wiktor e Zula) ed evocano la loro storia d'amore, bella e complicata.
"Mi sono ispirato a loro perché la loro storia è stata tempestosa. Si sono lasciati e ripresi mille volte e questo attraversando paesi e città. Erano fatti così". Sull'uso del bianco e nero il regista polacco è abbastanza diretto: "Quando si fa un'opera la cosa più importante è trovare la forma e in questo caso era il bianco e nero". Una cosa che deve aver pensato anche Cuaron per il suo 'Roma'.
Cold War, i sentimenti attraverso la storia
Da giovedì il film di Pawlikowski miglior film europeo 2018
