Economia

Tim e Confindustria Bari formano le Pmi sulla cybersecurity

Redazione Ansa

(ANSA) - BARI, 07 OTT - La crescente digitalizzazione delle imprese e della Pubblica amministrazione espone a rischi, che partono proprio da attacchi alle realtà meno preparate in termini di sicurezza informatica. Secondo i dati raccolti dal Centro Studi Tim, il 61% delle Pmi si ritiene infatti bersaglio di attacchi informatici, ma solo il 32% si ritiene pronto a gestirli.

Di questo si è parlato nel corso della sessione di formazione sulla sicurezza informatica che si è svolto oggi a Bari, organizzato da Tim Enterprise - la business unit del Gruppo dedicata alle imprese, alla Pubblica Amministrazione e ai grandi clienti - insieme alle rappresentanze locali di Confindustria. Il focus è stato sulla nuova Direttiva europea sulla cybersecurity (NIS 2), cui anche le piccole e medie imprese italiane dovranno adeguarsi entro il prossimo anno.
    Nel 2023 - è stato detto nel corso dell'incontro - i soggetti target di attacchi informatici sono cresciuti del 187%. In particolare, in base ai sistemi di cybersecurity di Tim, gli attacchi ad alta intensità di tipo Distributed Denial of Service (DDoS) - cioè quelli in cui i criminali sovraccaricano siti web, server o risorse di rete con enorme traffico dannoso - rappresentano circa il 30% del totale degli attacchi, pari al doppio rispetto all'anno precedente. L'Italia è inoltre il terzo Paese in Europa (e sesto al mondo) per numero di attacchi DDoS, e primo Paese UE per attacchi ransomware caratterizzati dalla richiesta di riscatto. All'evento hanno preso parte, tra gli altri, Sergio Fontana, presidente Confindustria Bari e Barletta Andria Trani e Sabina Strazzullo, responsabile national institutional affairs & trade associations di Tim. (ANSA).
   

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