Economia

Frode Iva in import da Cina, sequestro beni per 71 milioni (2)

Redazione Ansa

(ANSA) - FIRENZE, 06 MAR - Dalle indagini, dirette dalla Procura europea capitolina, è emerso un progetto criminoso orchestrato principalmente da imprenditori di origine cinese. Al vertice della struttura una coppia di coniugi cinesi che, attraverso numerose società e professionisti compiacenti, riusciva a introdurre sul mercato italiano beni di provenienza cinese - quali capi di abbigliamento, calzature, borse ed accessori vari -, in completa evasione dell'Iva, attraverso l'abuso del cosiddetto 'regime doganale 42'.

La merce cinese veniva sdoganata principalmente in Bulgaria, Ungheria o Grecia, e poi trasferita direttamente negli hub logistici in Italia, per la successiva commercializzazione. Dal punto di vista documentale, la merce subiva varie cessioni intracomunitarie tra operatori fittizi, accompagnate da fatture per operazioni inesistenti. Al fine di evitare controlli le società terminavano il loro ciclo vitale in un lasso di tempo molto breve (circa due anni), per essere poi sostituite da altre appositamente create per proseguire lo schema di frode. Le indagini hanno anche fatto emergere come l'associazione criminale offrisse alla comunità cinese residente nel territorio nazionale, servizi occulti di trasferimento di denaro in madrepatria, previa richiesta di una percentuale sull'importo oggetto di transazione. (ANSA).
   

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