Economia

Confindustria Veneto Est, incertezze mondiali limitano export

Diversificazione di mercati e fornitori le strategie previste

Redazione Ansa

(ANSA) - TREVISO, 19 MAR - Con un'incidenza dell'interscambio sul Pil pari a circa il 73%, contro un dato nazionale del 57%, il Veneto è la regione italiana più aperta agli scambi internazionali, terza per esportazioni di beni (13% del totale).
    Ma sulle prospettive pesa l'incertezza sulla possibile escalation di dazi e sugli affanni dell'economia tedesca.


    Se n'è parlato oggi a Treviso, nel corso della presentazione della 4/a edizione dell'Osservatorio Export di Confindustria Veneto Est con Sace e Fondazione Nord Est, documento che indica in una forbice compresa tra il -3% ed il +3% la variazione dell'export regionale rispetto al 2024 da parte della maggioranza (53,9%) delle 639 imprese interpellate per la ricognizione. Il 35,4% attende in ogni caso una crescita ed il 26,2% pone l'accelerazione prevista tra i 3% ed il 10%.
    Per cercare di far fronte alle tensioni geopolitiche e agli irrigidimenti dei protezionismi, gli operatori interpellati intendono consolidare la propria presenza nei mercati già presidiati, nel 46,7% e, in molti casi, diversificare le destinazioni di sbocco in paesi come Usa, Cina, America Latina e India.
    Tra le manovre contemplate nelle strategie delle imprese venete vi è inoltre la rimodulazione delle reti di fornitura optando per partner di paesi più vicini o "amici", al fine di conseguire maggiori garanzie sugli approvvigionamenti. Negli ultimi due anni il 31,3% delle aziende ha cambiato almeno un fornitore strategico, in più della metà dei casi scegliendo interlocutori in Italia.
    Silvia Moretto, consigliere delegato di Confindustria Veneto Est per gli Affari internazionali, assicura che l'associazione si concentrerà "sul rafforzamento della presenza delle imprese all'estero, non solo attraverso il consolidamento nei mercati già presidiati ma anche l'individuazione di nuove rotte ad alto potenziale su cui puntare, anche con approcci di filiera, in particolare per le imprese medie e piccole, grazie agli strumenti di conoscenza, di relazione e di supporto di sistema.
    Questo è l'approccio da adottare per aumentare le geografie di esportazione e massimizzare le opportunità. L'obiettivo - conclude - è consolidare la fiducia e i segnali di tenuta della domanda estera". (ANSA).
   

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