Cronaca

Lapo Elkann

Lapo Elkann

Redazione Ansa

Lo scorso settembre Vanity Fair America  ha celebrato la sua carriera come quella di un "self made man", simbolo di "rinascita" e di "trasformazione". Una bella soddisfazione per chi era stato costretto a lasciare le aziende di famiglia e a ricominciare tutto da capo dopo una overdose e una notte brava con quattro trans in un appartamento di Torino.

Era il 10 ottobre 2005 e undici anni dopo Lapo Elkann sembra esserci ricascato. Genio e sregolatezza, l'uomo capace di 'brandizzare' qualunque cosa - dagli occhiali agli aerei, dai vasi alle Ferrari - è finito di nuovo al centro dell'attenzione per una vicenda di sesso e droga.

Secondogenito di Alain Elkann, scrittore e giornalista, e di Margherita Agnelli, Lapo è newyorkese di nascita, torinese per discendenza e milanese d'adozione. Allegro, estroverso, eclettico, amante della bella vita, è considerato il nipote che più assomiglia all'Avvocato, da cui ha ereditato il gusto per il bello, spinto fino al suo estremo. Come lo smoking indossato con i bermuda, i doppiopetto coloratissimi o la livrea mimetica delle sue auto di lusso.

Studi in relazioni internazionali a Londra e master a New York, dove ha avuto come maestro niente meno che Henry Kissinger, ha lavorato in incognito come operaio alla Piaggio, dove si faceva chiamare Lapo Rossi. E, racconta, "ho pure fatto uno sciopero". Poi le esperienze alla Fiat Francia, alla Danone di Parigi e alla Ferrari dell'allora presidente Luca Cordero di Montezemolo, che gli affida il merchandising e i prodotti internet.

Una ascesa rapidissima lo porta nel 2002 in Fiat, dove diventa responsabile della promozione del brand, fino alla sua uscita di scena per lo scandalo del 2005. "Ho bisogno di una pausa di riflessione, parto per trascorrere un periodo all'estero prima di mettermi al lavoro", l'annuncio dopo nove giorni d'ospedale.

La disintossicazione in una clinica di Tucson, in Arizona, e nel 2007 la nascita di Italia Independent, che fa del made in Italy il segreto del business che gli permette anche di presentarsi al mondo con un volto nuovo. Quello del manager capace di farsi largo nel mondo degli affari anche lontano dagli appoggi della famiglia.

I successi imprenditoriali, come la quotazione in Borsa dell'azienda che si aggiudica una raffica di premi, si alternano alle pagine dei giornali di gossip che ne dipingono gesta non sempre edificanti. Dalla Ferrari parcheggiata sulle rotaie del tram a Milano o ferma in autostrada perché senza benzina ai tanti amori chiacchierati, veri o presunti tali.

Storie più o meno dolorose, per lui e per chi gli vuole bene, come quando nel 2013 decide di rilevare, in una lunga intervista al Fatto Quotidiano, di avere subito abusi sessuali a 13 anni in un collegio di Gesuiti. Oppure quando è vittima di una estorsione per un presunto video compromettente su di lui. L'ultimo guaio in questi giorni, durante un viaggio a New York che doveva essere di lavoro e che, secondo quanto riferito dai media americani, è finito col diventare l'ennesima trappola per questo uomo dalle qualità grandi quanto la sua fragilità.

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