America Latina

Il governo Milei critica lo sciopero in Argentina, 'è politico'

L'esecutivo denuncia minacce ai lavoratori che non aderiscono

Redazione Ansa

(ANSA) - BUENOS AIRES, 09 MAG - Il governo ultraliberista di Javier Milei ha minimizzato la portata dello sciopero generale in corso oggi in Argentina contro il drastico aggiustamento economico portato avanti affermando che si tratta di un'iniziativa di carattere "nettamente politico".
    "E' uno sciopero nettemante politico che complica la vita a molta gente e che e' portato avanti con estorsioni e minacce", ha affermato oggi il portavoce alla Presidenza, Manuel Adorni, nella sua consueta conferenza stampa mattutina.
    Il presidente Javier Milei non ha rilasciato dichiarazioni ma ha pubblicato e replicato una serie di messaggi sui social contro lo sciopero. In uno di questi si e' ritratto indossando una maglietta con scritto "io non sciopero", e in un altro ha paragonato i sindacalisti argentini ai faraoni egiziani attraverso un gioco di parole tra l'argentino e l'ebraico.
    Dall'esecutivo si mettono in evidenza inoltre alcuni sondaggi che indicano che oltre il 60% degli argentini sarebbero contrari all'iniziativa dei sindacati e affermano che commercianti e lavoratori autonomi non hanno aderito.
    Il maggior impatto dello sciopero si avverte in effetti sul fronte dei trasporti. L'adesione dei lavoratori di autobus, metropolitane, treni ed aeroporti e' pressoche' totale mentre il sindacato degli statali (Ate) segnala anche un'adesione del 97%.
    Chiuse anche scuole pubbliche e banche con gli ospedali aperti invece solo per le emergenze. (ANSA).
   

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