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Barbero testimone di cultura italiana in Gb, da Londra a Oxford

Pienone per lo storico piemontese in ambasciata e nell'ateneo

Barbero testimone di cultura italiana in Gb, da Londra a Oxford

Redazione Ansa

(ANSA) - LONDRA, 21 MAR - Il "fenomeno Alessandro Barbero", come è stato ribattezzato in Italia, fa centro anche nel Regno Unito, dove lo storico piemontese, professore universitario di Storia medievale e divulgatore popolarissimo quanto enciclopedico su tv, radio e internet, è chiamato a rappresentare oggi la Penisola e la sua cultura al prestigioso Oxford Literary Festival.
    Un evento, presentato nell'aula magna dell'l'Exeter College, per il quale si è già registrato il "tutto esaurito".
    In perfetta sintonia con il pienone che ha suggellato ieri sera una conversazione ospitata nella sede dell'ambasciata italiana a Londra, affollata fino all'ultimo strapuntino.
    A fare da filo conduttore è la presentazione dell'ultimo libro di Barbero, pubblicato da Laterza: 'All'arme! All'arme! I priori fanno carne' (grido che quasi 650 anni fa chiamò i popolani fiorentini alla ribellione), nel quale egli traccia una panoramica di quattro rivolte popolari concentratesi nell'Europa medievale nel giro di pochi anni nella seconda metà del '300.
    Incluso il sollevamento dei contadini francesi del 1358 noto come Jacquerie, la rivolta "operaia" dei Ciompi a Firenze nel 1378 e quella contadina inglese del 1381.
    "Rivolte, non rivoluzioni", in grado tuttavia di dire qualcosa anche a noi contemporanei, ha spiegato l'autore in ambasciata, stimolato dalle domande di Marco Varvello, responsabile della sede Rai di Londra, dopo l'introduzione - da diplomatico appassionato di studi storici - del padrone di casa, l'ambasciatore Inigo Lambertini. Non senza sottolineare il contesto di un Medioevo al suo apogeo sullo sfondo di quei movimenti di popolo, nati non come esplosioni di disperazione, ma sulla scia di un'epoca di miglioramenti sociali ed economici senza precedenti per l'epoca, e uniti semmai a forme di consapevolezza della perdurante ingiustizia strutturale "del sistema".
    Notazioni che suggeriscono a Barbero un più generale richiamo all'utilità della storia, anche nei giorni nostri, non tanto come "magistra vitae", formula ormai "polverosa", ma come strumento di conoscenza prospettica della natura umana: specialmente oggi, in tempi di nuove guerre, "spaventosi semplificatori" di ogni riflessione. E che sono state riecheggiate a più riprese nel dialogo con Varvello, incentrato inevitabilmente anche sulla storia delle relazioni fra italiani e inglesi nei secoli (dall'epoca della riconosciuta superiorità culturale, ma anche economica della Penisola sull'Isola, durata fino al 500 circa, a quella in cui rapporti e percezioni si sono poi invertite). Nonché sull'esperienza dello studioso piemontese a cavallo fra ricerca storica accademica e divulgazione: intrecciate da una stessa volontà e capacità straordinaria di raccontare. (ANSA).
   

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