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'L'era della rivalsa': un'analisi delle tensioni globali

Il saggio di Andrea Rizzi presentato all'ambasciata di Madrid

'L'era della rivalsa': un'analisi delle tensioni globali

Redazione Ansa

(ANSA) - MADRID, 19 MAR - L' evento di presentazione del saggio "La era de la revancha" (L'era della rivalsa-Ed.
    Anagrama), del giornalista Andrea Rizzi, ha offerto martedì sera all'ambasciata d'Italia a Madrid un'analisi penetrante delle complesse dinamiche che plasmano il mondo contemporaneo.
    Nell'introdurlo, l'ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi ha evidenziato la rilevanza dell'opera, definendola "un libro importante, che fa riflettere, non solo un libro di relazioni internazionali, un libro polifonico". L'autore, Andrea Rizzi, corrispondente di Affari Globali de El Pais, ha delineato un quadro articolato, in cui il "revanchismo" si manifesta sia a livello internazionale, attraverso le ambizioni di potenze come Russia e Cina, sia a livello nazionale, alimentando polarizzazioni e divisioni.
    "Siamo in una nuova epoca, un nuovo paradigma i cui sintomi si stavano configurando già da tempo. Un paradigma con una corrente di rivalsa, con potenze come la Russia e altre che cercano di riconfigurare l'ordine in modo conforme ai loro interessi.", ha rilevato Rizzi.
    Nel colloquio con l'autore, Teodora Danisi, consigliere culturale dell'ambasciata, ha osservato che "il titolo è un chiaro riferimento al francese revanche, inteso come recupero dei territori perduti, come può essere Ucraina per la Russia o Taiwan per la Cina". Domandando se l'attuale polarizzazione non abbia portato già oltre l'ordine mondiale creato dopo la seconda guerra mondiale.
    E si è riallacciata a quanto evidenziato dall'ambasciatore Buccino Grimaldi: "Noi eravamo abituati al diritto internazionale come un diritto che per alcuni aspetti diventava addirittura in ius cogens cioè un diritto cogente che valeva sempre e comunque, senza problemi di prescrizione e di territorialità". Mentre "oggi il quadro cambia e si complica", ha rilevato l'ambasciatore.
    Rizzi ha chiarito che la rivalsa in Occidente, cui fa riferimento nel saggio, "non è una conquista territoriale, nel concetto classico di revanchismo, bensì una volontà di liberare territori economici e culturali da parte di classi che si sono sentite insoddisfatte del funzionamento del sistema, soprattutto dopo la caduta del muro di Berlino, con l'affermazione di una globalizzazione neoliberale, che ha prodotto grandi benefici per l'umanità, ma anche elementi di pessimismo". Un malessere del quale hanno saputo approfittare soprattutto le forze nazionaliste e dell'ultradestra. E ha segnalato che, ciò che oggi è in gioco non è un ritorno delle grandi potenze all'ordine di Yalta, con la spartizione delle zone di influenza. Ma "i principi stessi di integrità territoriale, di sovranità sanciti nella conferenza di Helsinki", che aprì le porte alla distensione fra est e ovest.
    L'autore ha sottolineato "l'urgenza di una rifondazione del progetto europeo", perché sua capace di rispondere alle sfide globali e di promuovere un multilateralismo efficace. E ha rilevato segnali incoraggianti di "una maturazione fortissima di un nuovo europeismo". Un risveglio tuttavia possibile "solo sviluppando un'integrazione a 360 gradi" fra i soci europei, non solo sul fronte militare, ma anche "per un'integrazione economica, per la difesa dei sistemi democratici e con una riconsiderazione delle relazioni internazionali in questa nuova era".
    Rizzi ha, inoltre messo in guardia sui rischi della manipolazione dell'informazione e dell'impatto dell'intelligenza artificiale sulla democrazia. E ha invitato a "una riflessione profonda sulla necessità di un impegno collettivo per difendere i valori democratici e promuovere un ordine internazionale basato sul diritto". (ANSA).
   

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