Professioni

ProfessionItaliane, sì a regole deontologiche per l'uso dell'Ia

Convegno a Roma degli Ordini sull'impatto della tecnologia

ProfessionItaliane, sì a regole deontologiche per l'uso dell'Ia

Redazione Ansa

(ANSA) - ROMA, 16 GEN - Favorire "l'equità sociale, permettendo ai soggetti "digitalmente fragili" di accedere ai sistemi di Intelligenza artificiale e prevedere meccanismi per proteggerli da un abuso o utilizzo scorretto di questi servizi, garantire trasparenza e conoscenza dei processi per comprendere potenzialità e limiti" della tecnologia ed "estendere alle professioni ordinistiche e ai loro ministeri vigilanti l'Osservatorio sull'adozione di sistemi" di impiego degli strumenti innovativi nel mondo del lavoro, prevedendo che gli Ordini introducano nei codici deontologici specifiche norme comportamentali per l'uso.
    Sono alcune delle proposte presentate da ProfessionItaliane, l'associazione costituita dal Comitato unitario delle professioni (Cup) e dalla Rete delle professioni tecniche (Rpt) in rappresentanza di 23 Consigli nazionali e oltre 2,3 milioni di professionisti nel corso dell'evento "Lavoro e Ia: verso un futuro etico nei servizi pubblici e professionali", che si è svolto oggi a Roma presso lo Spazio Europa.
    "Trasparenza, informazione, conoscenza, formazione, mediazione, etica, deontologia, dati ed evoluzione professionale sono le parole chiave che animano le osservazioni dei professionisti anche alla luce dell'Ai Act (il primo regolamento europeo in materia) in vigore dallo scorso 1 agosto", si legge.
    "Il futuro delle professioni passa attraverso la formazione e l'aggiornamento continuo", ha dichiarato il presidente di ProfessionItaliane, Rosario De Luca. "Per rimanere competitivi - ribadisce il vice presidente dell'associazione Armando Zambrano - i professionisti dovranno aggiornare costantemente le proprie competenze. L'intelligenza artificiale rappresenta un grande passo avanti per ottimizzare i processi, riducendo errori e migliorando l'efficienza. Siamo convinti che sarà sempre più presente nel nostro lavoro, perciò i professionisti dovranno governarla in un quadro di regole certe", termina la nota.
    (ANSA).
   

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