(ANSA) - ROMA, 01 NOV - "Dall'Olocausto fino al 7 ottobre non
c'è mai stato un massacro con un numero così alto di vittime
civili. Non è un attacco contro lo Stato di Israele ma contro
tutti gli ebrei".
Il musicista non nasconde la sua reazione. "Nulla di ciò che è
accaduto prima mi ha reso ancora più consapevole del mio essere
ebreo e di far parte del mondo ebraico di quanto è successo
nelle ultime tre settimane. Questo è un attacco a una minoranza
e un attacco contro le basi stesse della democrazia in cui tutti
noi crediamo. Quando una minoranza si sente sotto attacco tutta
la democrazia è sotto attacco". Nelle tre serate romane
all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone - il 2
novembre alle 19:30, il 3 alle 19:30 e il 4 alle 18 - Levit sarà
sul palcoscenico per il concerto per pianoforte e orchestra n. 3
di Beethoven, diretto da Antonio Pappano. "Pappano è un
musicista incredibile e l'orchestra è fantastica", dice
ricordando il successo delle esibizioni con loro l'anno scorso
in tournée in Germania. Per l'Accademia Nazionale il pianista ha
debuttato nel concerto di Natale diretto da Kirill Petrenko nel
dicembre 2020, in piena pandemia e senza pubblico,
"un'esperienza bellissima ma piena di tensione". Levit, 36 anni,
nato in Russia e trasferitosi con la famiglia in Germania
all'età di otto anni, ha pubblicato da poco per Sony Classical
il doppio disco Fantasia, che unisce composizioni di Bach,
Busoni, Liszt, Berg. "Ad accomunare questi brani - spiega - è
l'idea di lasciare spazio all'improvvisazione. È come quando un
cane legato alla catena viene liberato, resta sempre un cane ma
molto diverso da quando era costretto all'immobilità. Sognavo di
suonare il pezzo di Busoni, il mio idolo, e ho scelto di
affiancarlo a pezzi che ne condividessero la filosofia". In
Germania è uscito anche il libro House Concert che racconta il
suo percorso musicale e l'esperienza politica con i verdi. "Sono
un membro molto critico del partito, a cui però sono affezionato
- afferma -. Non mi accontento dei risultati, ma continuo a
confrontarmi e a lavorare con loro per ottenere il meglio, così
come faccio con esponenti di altri partiti ad eccezione dei
neonazisti, che invece dovrebbero marcire all'inferno". C'è un
posto in cui non le è ancora riuscito di esibirsi? "Oggi vorrei
tanto suonare in Israele, dove sono già stato in passato. Non
importa se la sala è bella o brutta, in questo momento lo farei
anche negli ospedali". (ANSA).