Umbria

Dad altro duro colpo per studenti aree sisma

Le lezioni in casette terremoto, "un'emergenza dopo altra"

Redazione Ansa

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 04 NOV - Il ritorno alla didattica a distanza è un altro colpo duro da incassare per gli studenti delle scuole superiori di Norcia che tra terremoto e Covid sono stati chiamati a vivere, in questi anni, un'emergenza dopo l'altra. Raccontano che la voglia di combattere non è mai venuta meno, "ma è tanto dura continuare a stare in queste terre" e vedono nel percorso universitario "una via di fuga, anche se è brutto dirlo".
    Con l'ANSA ricordano le lezioni nelle tende per via della scossa del 24 agosto e poi dentro i container, dopo che il terremoto del 30 ottobre 2016 aveva fatto crollare tutto.
    Quest'anno avevano ottenuto finalmente una nuova scuola, sì temporanea, ma con gli spazi adeguati. La pandemia l'ha riportati, invece, dentro le loro case che, per molti di loro, significano casette Sae. Come nel caso di Federico Quattrociocchi, arrivato alla ultimo anno di Scienze umane e che condivide la cameretta minuscola con la sorella gemella.
    Se la passa un po' meglio Arianna Lucci, prossima alla maturità classica: lei almeno ha una casa vera a Cascia, anche se quella di Norcia le è stata sconquassata dal sisma. Arianna e Federico - raggiunti nei rispettivi alloggi dall'ANSA - sono i volti di una generazione che in queste zone, tra macerie e virus, è dovuta crescere in fretta. "Sono stati anni molto complicati, soprattutto sotto il profilo scolastico, ma alla fine siamo sempre riusciti a superare le difficoltà e sicuramente abbiamo acquisito una forza di volontà e una motivazione che adesso non ci fa più paura nulla", raccontano i due giovani. Anche se lo spettro di un nuovo lockdown ad Arianna spaventa. "Perché - spiega - sappiamo a cosa andremo incontro dopo averlo vissuto in primavera, già è difficile così con le lezioni in dad". (ANSA).
   

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