Consapevoli dei danni, le nuove generazioni non hanno intenzione di restare a guardare: il 69% del campione intervistato dalla sudafricana GC Consulting, vuole contribuire alla lotta al surriscaldamento globale in prima persona, soprattutto con la raccolta differenziata. Si sono anche pronunciati a favore di una maggiore diffusione del riciclo di materiali di scarto (65%) e di un uso ridotto di contenitori in plastica (64%). I giovani intervistati sono equamente distribuiti su aree urbane e rurali, uomini in maggioranza (53%), sono equamente distribuiti in tre gruppi per fasce d'età, 18-22 (25%), 22-26 (36%) e 27-30 (39%), e hanno fornito 1.156 risposte.
Siccità, incendi, inondazioni, eventi climatici violenti: al surriscaldamento globale si devono cambiamenti ambientali di forte impatto. I millennials africani se ne sono accorti. L'86% dei giovani intervistati ha notato piogge più frequenti e imprevedibili, il 79% ha riferito di un aumento delle malattie tra le coltivazioni e il bestiame; il 77% riporta un aumento della desertificazione; il 73% ha registrato un numero maggiore di incendi nelle foreste. Che fare? Per il 76% di questo campione rappresentativo di giovani, sono i governi che devono agire per primi contro il surriscaldamento globale, ma più della metà (53%) li criticano per non fare abbastanza. Propongono dunque alternative a livello sovranazionale, per esempio nell'operato dell'Unione Africana (75%), e più in generale nel ruolo giocato dagli organismi internazionali (73%), oppure a livello subnazionale nell'azione di enti privati (69%) e organizzazioni non governative (68%). In Africa, per nove millennials su dieci (94%) la priorità è fare delle energie rinnovabili la prima fonte di energia del continente. Per il 92% dei millennials africani, inoltre, la lotta per il clima comprende anche l'accesso all'acqua potabile pulita. Informati prevalentemente dai media tradizionali (48%), molto più che da internet e social network (15%), rivelano scarsa educazione sui temi ambientali da parte di scuole e università (13%).
(ANSAmed).