Ma rendono anche più di centomila euro a viaggio. L'altra notte, dalla zona di Zuarah, l'interminabile spiaggia a ovest di Tripoli preferita dai trafficanti, ne hanno lanciati in mare otto di quei gommoni. Quasi mille persone, mille storie, mille traversate del deserto. Tutti recuperati dalle missioni che operano davanti alla costa della Libia, l'europea EuNavFor Med e l'italiana Mare Sicuro. La più grande operazione di salvataggio del 2016. Ma niente di più di una giornata di "impegno relativo" per i marinai dell'Operazione Sophia. La missione navale europea EuNavFor Med, lanciata l'estate scorsa, dopo che l'Europa fu scossa dal naufragio del 18 aprile in cui morirono 800 persone.
Dal 27 luglio è pienamente operativa. Negli oltre duecento giorni di missione, comandata dalla portaerei 'Cavour', la flagship della Marina Militare italiana, quello tra il 22 e 23 dicembre il peggiore: 24 barche intercettate, con oltre cinquemila migranti. Sette dei gommoni sono stati individuati dai mezzi aerei della missione Ue, uno dalla Grecale in servizio per Mare Sicuro. Le operazioni lavorano fianco a fianco. E si coordinano in continuazione, così come è continuo lo scambio di informazioni anche con le barche delle Ong.
Ieri uno degli avvistamenti è venuto dalla francese 'Aquarius'. Dopo giorni di mare grosso e vento di maestrale che avevano azzerato i flussi, i migranti sono partiti. Ed hanno lanciato le chiamate. Il ricognitore lussemburghese Seagull, partito da Sigonella per battere le acque internazionali da Zuarah a Garaboulli, ha visto i primi due degli otto maxi-canotti, sparsi nel raggio di una ventina di miglia, poco fuori delle acque territoriali, tra 15 e 20 miglia dalla costa.
La segnalazione è arrivata alla portaerei Cavour, piazzata ad una sessantina di miglia dalla costa al centro del grande triangolo che ha l'apice a Lampedusa e la base lungo la costa della Tripolitania. Sulla 'flagship' sono basati il comandante tattico, il contrammiraglio Andrea Gueglio, ed il capo delle operazioni, lo spagnolo José Maria Fuente. A recuperare circa un terzo dei 953 disperati ripescati ieri, le fregate Vega e Grecale per Mare Sicuro, 615 invece sono stati imbarcati dalle navi di 'Sophia', il cacciatorpediniere britannico 'Enterprise' e la corvetta tedesca 'Frankfurter'. Radunati tutti su quest'ultima, sono stati inviati verso il primo porto sicuro, sulla costa italiana. Venivano per lo più da Costa d'Avorio, Mali, Gambia e Nigeria. E l'Europa cercherà di rimandarli indietro. E per gli uomini di Sophia, che attende la nascita di un vero governo di unità nazionale per andare avanti nella vera missione - che è quella di dare la caccia ai trafficanti - è un altro giorno di mare e di vite salvate. "E' abbastanza? - dice Fuente - Probabilmente no, ma se non ci fossimo, potremmo solo contare altri morti".(ANSAmed).