"La Cop21 non è una soluzione a tutti i problemi. Poi vedremo e valuteremo anche l'accordo. Ma Parigi è l'inizio di un percorso" in cui "io penso che la governance del processo sia anche più importante degli obiettivi che ogni Paese si è dato": cioè, "il meccanismo di verifica e di trasparenza dei risultati". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti in collegamento con Radio Anch'io dal vertice Onu sul clima di Parigi, la Cop21. Il sistema di verifica e monitoraggio, spiega Galletti, è "fondamentale"; tanto che secondo il ministro "dopo Parigi ci si deve vedere ogni tre-cinque anni" proprio per controllare l'effettivo impegno e i risultati raggiunti. Tra l'altro, conclude, ad ora gli impegni presentati dai Paesi non consentono di raggiungere "l'obiettivo di contenere entro i due gradi centigradi" l'aumento della temperatura media globale della Terra, ma siamo oltre.
"Noi chiaramente vogliamo andare verso un mondo che vada a rinnovabili al 100%. Il che non vuol dire che non abbiamo più bisogno di petrolio o di gas. Io vorrei essere il primo a vivere in quel mondo al 100% rinnovabili, e lavoro affinché ci si arrivi al 2100" ha affermato il ministro facendo riferimento a petrolio o gas in relazione alla fase di passaggio per arrivare all'uso del 100% di energie pulite. Però Galletti fa anche presente, rispetto alle trivellazioni nel mar Adriatico, che trova "un po' egoistico" pensare che "il petrolio non va bene se viene estratto da noi" mentre "non si fa niente quando viene estratto da un'altra parte". Poi fa un esempio a chi dice che questo va contro il turismo: "Ci sono piattaforme davanti alla costa romagnola, e lì, ci sono problemi di turismo? Io credo proprio di no"; inoltre ricorda che "lo Sblocca Italia non fa venir meno il limite delle 12 miglia" per fare perforazioni.
"Il fatto che sia una grande mobilitazione per il clima, qui alla Cop21, è perché c'è una vera e propria emergenza. E la pianura padana è una di queste emergenze; morfologicamente trattiene molto i gas serra" ha detto Galletti commentando i dati dell'Agenzia europea dell'ambiente sull'inquinamento e delle morti premature per smog relativi all'Italia. "La situazione in Italia - spiega Galletti - è senza dubbio fatta da luci e ombre: da un lato abbiamo il buon lavoro fatto sulle rinnovabili e sullo sviluppo della green economy per esempio, dall'altro abbiamo la Terra dei fuochi e il dissesto idrogeologico".