Nonostante il coronavirus, l'Earth hour - l'Ora della Terra - quest'anno digitale per via delle restrizioni dell'emergenza sanitaria sabato 28 marzo ha unito sul web milioni di persone creando a una delle più grandi mobilitazioni virtuali per l'ambiente. Lo afferma il Wwf che organizza ogni anno l'evento in cui si invita a spegnere le luci per un'ora allo scoccare delle 20,30 in ogni parte del mondo per invitare ad agire con urgenza contro la perdita della natura e il cambiamento climatico. Quest'anno, oltre 100 edifici iconici hanno spento le luci e 190 paesi nel mondo hanno mandato il loro messaggio per contrastare la crisi climatica con oltre 3 miliardi di impression a livello globale. In Italia c'è stata una maratona digitale di artisti con più di 300mila visualizzazioni fra social media e sito web e i relativi hashtag hanno fatto tendenza in 37 paesi su Twitter e nella ricerca di Google, rendendolo uno degli eventi online di maggior successo nella sua storia.
L'attivista ambientale Greta Thunberg, Papa Francesco, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, numerosi leader, ma anche tante celebrità, hanno sostenuto l'Earth Hour 2020 prosegue il Wwf.
Fra i 100 edifici iconici che hanno spento le luci dalle 20,30 alle 21,30 (orario locale) l'Opera House di Sydney, la Torre Eiffel, la Grande Moschea dello Sceicco Zayed, la Porta di Brandeburgo, Taipei 101, la Shanghai Oriental Pearl Tower, lo Stadio Nazionale di Pechino, il Palazzo Ali Qapu, il Parlamento in Grecia, il Cremlino di Mosca, il Tower Bridge di Londra. In Italia sono state spente le luci del Colosseo, di piazza San Pietro, del Palazzo del Quirinale, del Palazzo della Consulta e di Palazzo Montecitorio (oltre a quelle di cortili interni di Palazzo Madama, Palazzo Giustiniani, Palazzo Chigi), ma anche delle due torri di Bologna, del Duomo e Palazzo Vecchio a Firenze. Altamente simbolica l'adesione del Comune di Bergamo, che ha spento le luci delle Mura Veneziane.(ANSA).