Lo affermano in una nota l'assemblea permanente No Kue, il Coordinamento "Liberi dal fanghi" della Valdera e la formazione politica di sinistra, Una città in Comune (Pisa) chiedendo spiegazioni sulla possibile alta concentrazione di inquinanti nel sottosuolo di alcuni terreni della Toscana. Gli inquinamenti di una dozzina di siti sono emersi con l'inchiesta della Dda di Firenze e dei Carabinieri Forestali su illeciti ambientali nello smaltimento dei rifiuti conciari legati a infiltrazioni di aziende vicine alla 'ndrangheta in Toscana.
"L'assessora regionale Monni il 27 agosto scorso - aggiungono -
ha dichiarato alla stampa che tre bonifiche erano partite: se
per quella dell'aeroporto militare a Pisa si sono visti dei
fatti, ad opera del ministero della Difesa, non si sa ancora
nulla di cosa stia facendo il Comune di Pisa per l'area
ex-Vacis, né cosa stia avvenendo per la lottizzazione Green park
di Pontedera, l'area di Peccioli e l'area contaminata a
Massarosa (Lucca). Inoltre, è vero che la bonifica per la strada
429 Empoli-Castelfiorentino consisterebbe in una copertura
provvisoria con teli? Non risulta che ci siano piani di
caratterizzazione per le bonifiche, né si sa niente
dell'acquedotto che dovrebbe sostituire i pozzi lungo la
strada".
Secondo i comitati "è urgente scoprire al più presto quanti e
quali luoghi sono stati interessati dallo smaltimento
direttamente o in agglomerati riciclati, oltre a quelli già
conosciuti e le amministrazioni non possono aspettare la fine
delle indagini della magistratura: il loro dovere è quello di
verificare se nel territorio ci sono state altre autorizzazioni
ad operare per le ditte coinvolte nell'inchiesta della Dda" di
Firenze. (ANSA).