(ANSA) - ROMA, 12 SET - 'Immagini di una vita. Una mostra Per Aldo Moro': questo l'appuntamento in agenda il 20 settembre a Roma, pensato e realizzato per celebrare il centenario della nascita dello statista italiano. Il progetto non a caso è stato curato dal Centro documentazione Archivio Flamigni, che ha messo a punto 'Cento anni con Aldo Moro (1916-2016)', articolato in appuntamenti e produzioni finalizzati a ridestare la memoria sul pensiero e le gesta del politico pugliese. La mostra aprirà i battenti presso la Biblioteca della Camera (via del Seminario 36) alla presenza della presidente della Camera Laura Boldrini, che farà un saluto introduttivo, di Giovanni Moro, presidente del Comitato per le celebrazioni della nascita di Aldo Moro, Franco Marini, presidente del Comitato per gli anniversari di interesse nazionale, Valeria Fedeli, ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, Ilaria Moroni, direttrice dell'Archivio Flamigni, Francesco M. Biscione, storico e Marco Damilano, vicedirettore de l'Espresso. Dal 1959, anno in cui divenne segretario della Democrazia cristiana, al 1978, anno della sua morte per mano delle Br, Moro fu il più importante uomo politico italiano. Presidente del Consiglio e ministro degli Esteri, rappresentò il Paese nel mondo; ma soprattutto fu colui che maggiormente contribuì a dare forma al conflitto politico, comprendendone le ragioni profonde e prevedendone le soluzioni. Mite e duttile nelle modalità d'incontro, ma altresì coerente nei ragionamenti e tenace nelle convinzioni, Moro fu anche altro: un intellettuale, un giurista, un credente, un fine interprete delle tensioni e delle passioni del suo tempo, un uomo del dialogo e della ragione.
La mostra comprensibilmente "non riesce a restituire il valore e la complessità del suo essere - avvertono i suoi curatori - ma l'insieme degli indizi raccolti può aiutare a comprendere il singolare intrecciarsi di un destino e di una vocazione personale con le comunità con cui venne in contatto: la sua regione, il mondo cattolico, gli studi, l'insegnamento, il suo partito, la politica, il Parlamento, il paese, l'Europa, il mondo, insieme al rapporto con i giovani, alle amicizie, agli affetti. La mostra però può aiutare a comprendere lo stile, cioè il modo originale e personale di stare al mondo che fu tipico di Moro e dell'Italia che egli rappresentava,che si protendono ancora verso di noi con molteplici richiami". Assumerne consapevolezza "significa - viene sottolineato - poter suscitare tensioni e fermenti positivi dentro il nostro presente, attingendo a un passato che ci appartiene e che è bene non dimenticare".(ANSA).
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