Hertz getta la spugna e fa bancarotta. Il colosso dell'autonoleggio, che ha iniziato la sua attività un secolo fa con una flotta di Model T di Ford, si piega al coronavirus che lo travolge e azzera la domanda, lasciando le casse a secco e appesantendo ancor di più un debito elevato di quasi 20 miliardi di dollari.Dopo aver saltato un pagamento lo scorso mese Hertz non è riuscita a convincere i suoi creditori a concederle più tempo per pagare e cercare di approfittare della riapertura degli Stati Uniti.
La mancanza di un accordo l'ha costretta così a fare ricorso al Chapter 11 durante il quale continuerà a operare con il miliardo di liquidità a disposizione nella speranza di un'intesa con i creditori e una ripartenza della domanda. La bancarotta "proteggerà il valore delle nostre attività, ci consentirà di continuare a operare e servire i nostri clienti e ci offrirà del tempo per gettare più solide fondamenta finanziarie" che consentiranno di "navigare con successo la pandemia e posizionarci per il futuro", afferma Hertz. La richiesta di bancarotta, depositata a un tribunale del Delaware, esclude le attività di Hertz in Australia, Europa e Nuova Zelanda. Hertz ha sperato fino alla fine in un aiuto del governo americano al settore dell'autonoleggio, ma i fondi non sono mai arrivati. E così i buoni risultati della società nei primi due mesi dell'anno, quando i ricavi sono saliti del 6%, non sono valsi a nulla e sono andati in fumo.
La domanda per auto a noleggio è crollata in marzo con i lockdown che hanno trasformato gli aeroporti, dove Hertz e le sue rivali realizzano i maggiori ricavi, in città fantasma. Le misure di taglio dei costi immediatamente decise non sono riuscite a frenare la caduta libera, accentuata dal calo dei prezzi delle auto usate che ha ridotto il valore della flotta di Hertz. I problemi di Hertz comunque non sono nuovi. Negli anni successivi alla crisi del 2008 la società ha incontrato forti difficoltà ma di recente sembrava essersi incamminata sulla strada giusta con un piano di rilancio e riorganizzazione che stava iniziando a dare i suoi frutti. Il coronavirus ha però fatto saltare tutto e non solo per Hertz.
A essere in crisi è ora l'intera economia americana e mondiale e le prospettive non sono rosee, con il rallentamento che appare più duro delle attese. Una dato su tutti negli Stati Uniti dà il polso della crisi: i 38,6 milioni di americani senza lavoro nelle ultime nove settimane, ovvero da quando sono iniziati i lockdown che hanno fatto saltare Hertz.