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Il paradosso temporale di Bruno d'Arcevia a Ancona

36 opere fondatore Nuova Maniera italiana riaprono Pinacoteca

di Alessandra Massi ROMA

 PINACOTECA CIVICA ANCONA- Ha riaperto i battenti il 10 febbraio la Pinacoteca Civica di Ancona, che potra' essere visitata in tutta sicurezza con un percorso ad hoc e con la mostra "Bruno d'Arcevia, la poetica del paradosso temporale" curata da Antonio Luccarini e organizzata dal Comune e dall'Associazione Culturale Marche Atipica con il sostegno della Regione Marche. La mostra e' visitabile dal lunedi' al giovedi' dalle 16 alle 19 e il venerdi' dalle 10 alle 19, ma non nei weekend, come disposto dall'ultimo Dpcm. Un percorso espositivo di 36 opere del maggior esponente del neo manierismo, che coprono il periodo dal 1973 al 2016 provenienti da collezionisti privati italiani, e arricchito da una proiezione che documenta il grande affresco realizzato dall'artista sul catino absidale della cattedrale di Noto in Sicilia. "La Pinacoteca di Ancona ha tra i suoi compiti quello di raccontare lo straordinario Novecento marchigiano - dice l'assessore alla Cultura Paolo Marasca - e la mostra dedicata a Bruno D'Arcevia vuole suscitare ampie riflessioni intorno all'arte moderna figurativa e non, grazie alla piu' rilevante figura del neo-manierismo, un episodio significativo dei numerosi movimenti sorti con grande impeto e consapevolezza dal '68 in poi".
    Artista "militante", ventenne nel '68, spiega Luccarini, "ha sempre mantenuto vigile l'occhio sulla realta' , ha capito che il centro della sua produzione non doveva essere la realta' cosi' com'era, ma la stessa storia dell'arte, il passato dell'arte, la rappresentazione della realta' cosi' come si era evoluta". Non un "nostalgico, un pittore passatista che rimpiange quello che e' andato perduto, che insegue il mito di una tradizione calpestata e offesa", ha sottolineato il curatore: "se c'e' una nostalgia all'interno del suo percorso e' la nostalgia della visione, di quando l'arte sapeva accendersi in funzione di un processo che era di conoscenza, di rivelazione, di purificazione spirituale: era arte pura, libera da ogni soggezione, da ogni moda, da ogni ismo, la nostalgia di quella pluralita' di sensi, di significati, di operazioni recondite sotto la buccia pesante di una realta' opaca". Nella Pinacoteca Civica, il visitatore "avra' la possibilita' di vedere il dialogo nei confronti del mare magnum del passato, percorso in lungo e in largo: e' partito dalla Nuova Maniera ma poi in realta' e' andato avanti, ha percorso tutte le tappe della storia dall'arte con tantissime citazioni". Novita' in vista infine per la Pinacoteca: completati i lavori di restauro della sede, lo storico palazzo Bosdari, "il chiostro monumentale tornera' ad essere ingresso principale da settembre, con book shop, biglietteria e sala conferenza modulabile - ha annunciato l'assessore -. Poi si interverra' anche sulla riorganizzazione dell'allestimento delle opere". L'attuale percorso espositivo, inaugurato nel 2016, ha avuto "un carattere provvisorio per l'andamento dei lavori per stralci". Infine "Ancona capitale della cultura non e' un progetto dimenticato, andremo avanti portandone a compimento alcune parti, magari rimodulate". 

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