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IL PUNTO alle 14:30 - Michel a Putin: 'Aprire i corridoi'

Mosca ribadisce la conquista di Mariupol. Kiev: bombe sull'ospedale

   "Ho chiesto l'apertura immediata di corridoi umanitari da Mariupol e dalle città assediate, in particolare in occasione della Pasqua ortodossa". Racconta così, su Twitter, la sua telefonata con Putin il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, aggiungendo di aver sottolineato "in maniera diretta" che l'Unione europea è "unita" nel suo "incrollabile" sostegno alla sovranità e all'integrità dell'Ucraina. Sempre Michel, riferisce poi di aver "dettagliato i costi delle sanzioni europee per Mosca" e di aver anche "chiesto a Putin di avere in maniera urgente un contatto diretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, così come chiesto dallo stesso Zelensky".

    Il Cremlino, invece, ribadisce di aver conquistato Mariupol, dichiarandosi comunque "sempre disponibile" al cessate il fuoco per "una tregua umanitaria" all'acciaieria Azovstal, dove è ancora asserragliata parte del battaglione ucraino Azov che parla di lancio, da parte dei russi, di "bombe anti-bunker", e bolla come "falsità" tutte le perplessità statunitensi sul punto. Poi avverte: l'obiettivo di questa "seconda fase" della guerra sarà il controllo totale del Donbass e dell'Ucraina meridionale per ottenere "l'apertura di un corridoio terrestre verso la Crimea", la penisola sul Mar Nero che Mosca si è annessa nel 2014.

    In attesa di capire se e come potrà essere raggiunto tale obiettivo, nonostante il premier britannico Johnson dichiari a New Dehli che la Russia "può benissimo vincere la guerra" anche se non sa quanto potrà durare, l'Onu lancia pesanti accuse ai militari di Putin dichiarando di avere la documentazione dell'esecuzione di massa di almeno 50 civili a Bucha, la cittadina vicino a Kiev, dove erano state scoperte delle fosse comuni. Quindi, accusa l'esercito russo di aver condotto in Ucraina azioni "che possono equivalere a crimini di guerra". Il tutto, mentre il 'Kyiv Independent', citando il governatore dell'Oblast Pavlo Kyrylenko, accusa l'esercito russo di aver "colpito un ospedale nel distretto di Donetsk". Grave anche l'accusa della società americana Maxar Technologies, nota per aver diffuso le immagini satellitari delle fossa comune del villaggio di Manhush, vicino a Mariupol: proprio l'area in cui era stata realizzata la fossa comune sarebbe stata "ampliata nelle ultime settimane per contenere oltre 200 nuove tombe".

    Toni duri contro la Russia anche quelli del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che parla di "incendio devastante" appiccato "alle regole della comunità internazionale" destinato "a propagare i suoi effetti se non si riuscisse a fermarlo subito". Il capo dello Stato invita a continuare a essere solidali con l'Ucraina anche se questo potrà comportare dei "sacrifici" e dichiara che "l'attacco violento della Federazione Russa al popolo ucraino non ha alcuna giustificazione". "La pretesa di dominare un altro popolo, di invadere uno Stato indipendente - aggiunge - ci riporta alle pagine più buie dell'imperialismo e del colonialismo".

    Più cauta la presa di posizione del cancelliere tedesco Olaf Scholz che assicura di fare tutto il possibile "per evitare una escalation, che possa condurre a una terza guerra mondiale".

    "Non deve esserci una guerra nucleare", dichiara a proposito anche della fornitura di armi a Kiev da parte dell'Europa.
    In questo scenario sempre più complesso, soprattutto da un punto di vista politico, la Cina sollecita il G7 a "non politicizzare o armare la cooperazione internazionale" perché i vari forum internazionali, compreso il G20, "sono piattaforme per discutere di questioni economiche e finanziarie internazionali, non della questione ucraina".

    Una ricerca di neutralità che non convince Stati Uniti ed Europa che, in una dichiarazione congiunta dopo l'incontro tra il segretario generale del Servizio di Azione esterna europeo, Stefano Sannino, e la vicesegretario di Stato americana, Wendy Sherman, lanciano un avvertimento a Pechino: non faccia nulla per "aggirare o indebolire le sanzioni contro la Russia" perché "qualsiasi sostegno della Cina potrebbe avere conseguenze sulle relazioni" con Ue e Usa.

    Intanto, la guerra in Ucraina accelera la corsa dei prezzi di materie prime ed energia: +740% il gas, +98% il frumento, +154% il nichel, secondo quanto emerge da una analisi del Centro studi di Assolombarda che parla di "un'emergenza senza precedenti con i rincari che stanno pesantemente erodendo i margini delle aziende".

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