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Cannes: Pericle il nero, Scamarcio criminale troppo solo

Arriva in sala il noir di Mordini in corsa a Un certain Regard

Pericle il Nero, ovvero Riccardo Scamarcio nel film omonimo di Stefano Mordini, sembra uno stupido. Codino, sguardo perso nel vuoto e impacciato, nessuno direbbe che fa un lavoro davvero sporco. Busta di plastica piena di sabbia, un colpo alla testa del malcapitato e poi sodomizza il poveretto, come si vede appunto nella prima cruda scena del film in corsa a Un Certain regard al Festival di Cannes e in sala dal 12 maggio con la Bim. Ma dietro quella maschera, c'è il suo essere orfano, e tanta solitudine. Questo suo lavoro sporco lo fa per conto di Don Luigi (Gigio Morra), boss camorrista che ha investito in pizzerie. Pericle per lui è solo bassa manovalanza, un esecutore, ma dentro quel ragazzo, al contrario, c'è un'anima in continuo travaglio con qualcosa di più.

Quando Pericle commette un grave errore, scatta per lui la condanna a morte. A Calais, dove si rifugia, l'uomo codino di ordinanza e sguardo triste, incontra Anastasia (Marina Fois), una donna sola, che lavora in un forno, che vive con i suoi bambini. E' lei che gli farà provare per la prima volta aria di famiglia. Ma lo stupido Pericle, così si sente a torto, per tornare a una vita normale è costretto ad andare incontro al suo destino e scoprire davvero da dove viene.

Da Napoli e Pescara, dove è ambientato il libro omonimo di Giuseppe Ferrandino (Adelphi) a cui il film è ispirato, il regista sposta la vicenda a Liegi e Calais per raccontare in una sorta di noir esistenziale (con tanto di voce fuori campo), che ricorda molto i polar francesi. A produrre il film, oltre Buena Onda con Rai Cinema anche i fratelli Dardenne e Alain Attal.

Nel cast anche: Valentina Acca, Maria Luisa Santella e Lucia Ragni. ''Ho festeggiato dieci giorni quando ho saputo di essere stato selezionato a Cannes. E' come se avessi vinto la Coppa del mondo, il giro d'Italia''. Così Riccardo Scamarcio, protagonista e produttore di 'Pericle il nero', un film che, tra l'altro, era nei progetti anche di Abel Ferrara che aveva provato a farne una versione cinematografica (sempre con l'attore pugliese protagonista). ''L'approccio alla storia - spiega il regista - è quello della solitudine e della miseria che ci sono in fondo alla criminalità. La solitudine - aggiunge - è un po' la mia ossessione. Un isolamento difficile da spezzare, come il caso di Pericle che, non appena trova una famiglia, deve fare i conti con quella di provenienza che lo vuole morto''.

Il mio personaggio spiega Scamarcio: ''si sente in fondo un cretino. E alla fine crede davvero di esserlo, per poi scoprire che è una persona profonda, capace di amare''. E ancora l'attore sul suo progetto con Abel Ferrara: ''sarà un caso, ma stamani venendo qui l'ho incontrato mentre attraversava la strada. Una cosa davvero incredibile''.

Frase cult: ''Il mio padrone è Luigino Pizza, che tutti lo chiamano così a causa delle pizzerie...Io mi chiamo Pericle Scalzone...Di mestiere faccio il culo alla gente''. 

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