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D'Alò, dalla Gabbianella a Mary e Rokia nel deserto

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D'Alò, dalla Gabbianella a Mary e Rokia nel deserto

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In collaborazione con Giffoni Film Festival

"Amate ciò che fate, l'animazione è cinema a tutti gli effetti"

Giffoni Valle Piana (Salerno), 29 luglio 2023, 20:16

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Enzo D 'Alò a Giffoni - RIPRODUZIONE RISERVATA

Enzo D 'Alò a Giffoni - RIPRODUZIONE RISERVATA
Enzo D 'Alò a Giffoni - RIPRODUZIONE RISERVATA

ANSAcom - In collaborazione con Giffoni Film Festival

Oltre 25 anni di sogni animati e musica con capolavori come La freccia azzurra (dal romanzo di Gianni Rodari) e La Gabbianella e il Gatto (dal racconto di Louis Sepulveda). Uno dei protagonisti di Giffoni 2023 è senza dubbio Enzo D'Alò, 70 anni a settembre, che presenta, assieme al disegnatore Marco Zanoni, il nuovo film in uscita a novembre, Mary e lo spirito di Mezzanotte, con disegni di Peter De Seve e tratto dal libro di Roddy Doyle La gita di Mezzanotte. "Un film ambientato in Irlanda - spiega all'ANSA - che riguarda 4 generazioni di donne che si confrontano, dalla nipote (l'undicenne Mary che ha il sogno di diventare una grande chef) alla nonna Emer che la incoraggia. Detto così potrebbe sembrare una cosa da autocoscienza, invece è un film d'azione di protagoniste forti che fanno un lungo viaggio. Oggi abbiamo fatto vedere il trailer che andrà nelle sale ad agosto ai bambini ed ha avuto una accoglienza veramente entusiastica". Secondo D'Alò Giffoni, a cui aveva già partecipato più di 20 anni fa, si conferma "un vero bagno d'energia". E ai ragazzi assieme a Zanoni rivela: "Nella vita occorre amare ciò che si fa. Nel disegno, per disegnare bene occorre amare disegnare". D'Alò è in continuo fermento e sta già lavorando a nuovi progetti, ovvero un nuovo film in animazione, Rokia nel Deserto, e il suo primo lungometraggio in finzione, Oceani di Carta. Anche perché, spiega, la parte più lunga e faticosa è trovare i finanziamenti. "Rokia - dice - è tratto dal romanzo Il Principe della Città di Sabbia. Ho scritto il soggetto per fare un film, poi fu letto dalla Mondadori che consigliò di farne un libro. Allora chiamai Pierdomenico Baccalario, che è il più grande scrittore per ragazzi, e dall'altra parte per evitare di fare un lavoro immaginario sull'Africa (non ci eravamo mai stati come turisti fai da te) ho coinvolto il famoso regista Gaston Kaboré. Siamo andati con lui sul posto per tre volte". A livello generale D'Alò è scontento il fatto che il cinema di animazione sia ancora considerato un genere (invece è cinema a tutti gli effetti) e soltanto un genere per i bambini. "Se ne è lamentato - spiega - anche Benicio Del Toro quando ha preso l'Oscar per Pinocchio. Rispetto ad altri Paesi, l'Italia su questo è ancora un po' indietro, ma qualcosa sta cambiando. In questo momento abbiamo anche una legge sul cinema che sta cominciano a funzionare e a produrre degli effetti. Certo vorrei poter esprimere la mia opinione anche con chi si occupa di queste cose a livello ministeriale". Anche nell'animazione il problema è il solito: la fuga dei cervelli. "Il vero obiettivo - rileva - è in questo momento fare restare gli animatori in Italia e poi formarli. C'è un largo e diffuso uso dell'animazione povera che non li fa crescere e non li rende capaci di fare lungometraggi di qualità. Per poterli fare crescere serve che facciano anche dei lungometraggi. Ogni volta che devo montare un equipe mi rendo conto che non ci sono persone e spesso sono in America o in altri Paesi all'estero". Alle giovani generazioni di animatori D'Alò infine consiglia "di non essere tanto legati ai mezzi di comunicazione ma di concentrarsi sul raccontare delle storie. Quello che mancano sono delle belle storie, una bella sceneggiatura ti serve come fondamenta, solo poi viene il resto e cioè la musica e l'architettura grafica. Il più bel film del mondo - conclude - se non ha dietro una storia non si regge in piedi".

ANSAcom - In collaborazione con Giffoni Film Festival

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