Lo ha detto oggi Mohammed Shtayyeh del comitato centrale di Fatah (partito del presidente palestinese Abu Mazen) confermando che i negoziatori delle parti torneranno ad incontrarsi oggi a Gerusalemme.
Shtayeeh ha respinto l'accusa israeliana di ''mosse
unilaterali'': al contrario - ha affermato - e' Israele ad avere
assunto azioni ''unilaterali''.
Tra queste il dirigente di Fatah ha citato la mancata
liberazione da parte di Israele dei prigionieri palestinesi in
carcere.
I palestinesi - ha aggiunto in una conferenza stampa -
tengono sempre ''la porta aperta per ogni serio negoziato.
Abbiamo tempo, a partire da oggi fino al 29 aprile, per trovare
un accordo''. Shtayyeh ha ricordato che fin dal primo giorno dei
negoziati ''Israele ha introdotto il prerequisito del
riconoscimento di Israele come stato ebraico'' e che ha sabotato
i negoziati e gli sforzi di Kerry ''tramite l'uccisione di 60
palestinesi, la distruzione di 266 abitazioni e l'arresto di 416
cittadini palestinesi''. ''Il problema - ha sostenuto - non è
sull'estensione (dei negoziati ndr) ma sulle intenzioni di
Israele''. Per Shtayyeh uno degli ostacoli principali del
negoziato e' ''la frammentazione politica del governo
israeliano'', che in questo momento '' si trova sotto un'enorme
pressione della comunità internazionale per le sue politiche di
colonizzazione in Palestina''.
''Se il governo israeliano vuole dimostrare la serietà delle
proprie intenzioni - ha proseguito - dovrebbe mostrarci la mappa
con i suoi confini''. Il politico palestinese ha concluso
annunciando che una delegazione dai Territori Occupati si
recherà la settimana prossima a Gaza ''per mettere fine alla
divisione con Hamas ed entro i prossimi 3 o 6 mesi andare ad
elezioni generali''.(ANSAmed).
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