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#SMMdayIT: 'Social sempre pù oscuri, algoritmi in cambiamento' - DIRETTA

#SMMdayIT: 'Social sempre pù oscuri, algoritmi in cambiamento' - DIRETTA

L'evoluzione di ANSA, i casi negativi e positivi di comunicazione sui social

24 maggio 2019, 10:07

Francesco Fabbri

ANSACheck

SMMdayIT 2019 - RIPRODUZIONE RISERVATA

SMMdayIT 2019 - RIPRODUZIONE RISERVATA
SMMdayIT 2019 - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Gli algoritmi che governano i social network sono sempre più oscuri - dice Andrea Albanese, organizzatore di #SMMdayIT, il Digital Communication Strategy + Social Marketing Days Italia, nel suo intervento di apertura dell'evento che durerà dino al 24 maggio - e l'appiccichevolezza, ovvero quanto tempo si passa sui social, è diventata una sorta di unità di misura. Le persone si stanno allontanando dai social - sottolinea - a causa di eventi come Cambridge analitica, o perché i contenuti sono violenti e poco sicuri. E la politica si intrufola ovunque. Gli utenti, ormai, preferiscono micro community: parlano a pochi amici anziche d una piazza aperta. Oltretutto non capiscono perché se scrivono un messaggio pubblico, non tutti gli amici lo vedono".

#SMMdayIT del 24 maggio

 


"Se il mondo avesse due internet? Sul web - spiega Albanese - si sono formati due blocchi che vedono gli Usa contro la Cina.
E in Italia come va? L'87 dei nostri connazionali è analfabeta funzionale. Le persone non vogliono più cercare, vogliono il lilnk preciso al prodotto da acquistate e garanzie da altri che lo hanno sperimentato. Pagine Facebook e contenuti, ormai, sono mediamente noiose e inutili. Immagini e testo, ormai è noto, attirano e fanno fare clic, mentre i video attirano e annullano in un continuo loop passivo. L'uomo passa da strumento attivo a strumento passivo. La libertà, l'eguaglianza su web sono un miraggio: senza il denaro da investire nell'advertising, non si va da nessuna parte.

#SMMdayIT del 23 maggio

 
E i social? Facebook è sempre più vecchio: gli under 25 anni non lo usano, per gli under 15 c'è Tik Tok.

La galassia dei social di Zuckerberg - Facebook, Instagram, WhatsApp vanno integrandosi sempre più e puntano all'ecommerce, Instagram, per esempio, sta sperimentando in USA il checkout per gli acquisti. Anche Whatsapp è pronto per i pagamenti diretti, e si appresta a diventare un competitor di wechat. Ma non basta: i social di Palo Alto si scambieranno reciprocamente i messaggi.

Linkedin  si sta dimostrando una miniera d'oro per il B2B e per alcuni B2C. Twitter è ormai l'unico social indipendente, ma non sembra avere un piano di sviluppo e rischia di implodere.

#SMMdayIT del 22 maggio

 


"Un tempo - fa notare Sergio De Luca (Direttore della Comunicazione e immagine Confcommercio Imprese per l’Italia) - per parlare alla politica era sufficiente trovare la persona giusta, apparire sui giornali. Un deputato o un senatore, di qualsiasi partito, leggeva quotidianamente il Corriere della Sera. Oggi, ad esempio, solo 11% dei deputati di M5S lo fa. Come faccio per parlare con loro? Devo scrivere sui social'.

Tra gli interventi in programma, quello di Massimo Sebastiani, caporedattore centrale dell'ANSA: "ANSA vuol dire notizia: questo è il nostro orgoglio, la nostra forza, ma anche la nostra gabbia. Oltre a 'fare' notizie, oggi, l'Agenzia produce anche approfondimenti verticali, specifici. E farlo capire all'esterno non è facile". Per raccontare l'evoluzione di ANSA, Sebastiani racconta un aneddoto: "Quando morì Totò, nel 1967, fu un avvenimento epocale: i cronisti si alternavano al telefono per dare notizie a flusso continuo perché lo schema classico di una notizia dettata ogni una-due ore non era sufficiente. Venticinque anno dopo, nel 1992, nasceva il primo sms. E nel 1996, ANSA inizia a inviare le notizie con i messaggini: eravamo, ancora una volta, evoluti. Ma con una passaggio ulteriore: così facendo, la nostra comunicazione è passata da B2B - cioè tra professionisti - a B2C - cioè da professionista a lettore. La caratteristica dell'attenzione alla pluralità e l'affidabilità rimangono, variano i media. E il report di Reuters lo certifica, con il balzo di ANSA al terzo posto del loro digital report. Per l'esordio sui social ha permesso di arrivare a 1,5 di mln di like manternendo la nostra classica affidabilità e imparzialità,  al punto che proporio FB ci ha cercato per organizzare assieme i confronti politici. Il nostro schema è semplice: poniamo domande non partigiane e moderiamo i commenti, e questo ci rende riconoscibili perché non pemettiamo una partigianeria a prescindere. A proposito di video, ANSA segue molto questo settore. Per noi i video più visti sono quelli di cronaca. Il più visto quello del bus dirottato. Ma il rischio di critiche è sempre dietro l'angolo: è successo con la foto di Fico sul bus dello scorso anno. Il presidente della Camera è salito sul mezzo, il nostro fotografo l'ha seguito e è nato lo scatto.  E' informazione. Cosa diversa - conclude Sebastiani - è il voyeurismo: nel caso dei due ragazzi morti in autostrada andando a 220 km/h, abbiamo deciso di non pubbliare il video che avevno girato in auto. Non avrebbe aggiunto nulla'.

Tutti siamo social e digital, ma pochi hanno successo percé comunicare è difficile. Sulla scorta di questa affermazione, Albanese parla di alcuni casi  negtivi di comunicazione social.

'INPS per la famiglia': il social media manager risponde a un utente che non è capace di richiedere il pin di... chiederlo, se non è 'troppo impegnato a farsi i selfie con le orecchie da coniglio'. E' un modo ovviamente sbagliato di rapportarsi col pubblico da parte di una istituzione, che non sa nulla della storia di quella persona che sta cheidendo aiuto. 


L'altro caso è quello della  Polizia di Stato, che replica a un post di Saviano: 'Chi sbaglia paga, che pena leggere commenti ingenerosi'. A prescindere da quel che lo scrittore ha postato, non è una rusposta accettabile.
Un caso ancora, quello di Unicredit che ha deciso di chiudere il proprio account Facebook: perché non riescono ad avere una strategia che funziona? All'estero via social si possono addirittura aprire conti, ci sono operazioni strabilianti.
Dolce & Gabbana, altro caso negativo del made in Italy sui social: ricorderete lo spot nel quale vengono presi in giro i cinesi che mangiano con le bacchette. Poi furono costretti a scusarsi, dicendo che non avevano capito la portata del messaggio. Loro sono ambasciatori dell'Italia nel mondo, e hanno bruciato non si sa quanti milioni di euro.
Ancora: il caso di Intesa San Paolo, con il video 'io ci sto' girato dalla direttrice della filiale di Castiglione delle Stiviere. Quel giorno, non so se per questo motivo, il titolo è caduto del 15%.

Esempi positivi, invece, Taffo - il cui messaggio è passato, piaccia o no - oppure Samsung che lancia il nuovo Galaxy grazie a una foto scattata durante la notte degli Oscar.

Cosa muove tutto? La generazione delle notifiche, che portano curiosità. La gente non fa più ricerche su Google, vuole le notifiche. La sfida digitale è prevalere con la propria notifica su quelle degli altri. L'engagement, però, è diverso dal fatturato. La popolarità e basta diventa vanità. Warren Buffet sostiene che 'L'investimento è razionale: se non lo conosci, non farlo'. Quindi: assieme alla visibilità, bisogno garantire il flusso economico. Una strategia di marketing sui social richiede l'utilizzo di tutti gli strumenti social a disposizione, lasciando spazio ai cambiamenti in corsa.

La competizione internazionale digitale ha spostato il terreno di confronto in un mondo dominato dalla tecnologia e dalle tecniche di comunicazione e marketing digitale. Facebook, Instagram, Whatsapp, Messenger, Twitter, Linkedin sono solo alcuni degli strumenti Social che si possono utilizzare per avere accesso a quasi 4 miliardi di persone. Tutte raggiungibili da qualsiasi Stato, da qualsiasi azienda che sia in grado di ideare e costruire una strategia di Comunicazione Digitale e di Social Marketing.


Tra i 40 relatori di rilievo nazionale che interverranno, Massimo Sebastiani (Caporedattore Centrale dell'Agenzia ANSA), Sergio De Luca (Direttore della Comunicazione e immagine Confcommercio Imprese per l’Italia), Paola Pernigotti (direttrice della Comunicazione Globale e Marketing di Alcatel-Lucent Enterprise), Alberto Lupini (Direttore di Italia a Tavola), Filippo Poletti (Coordinatore della Comunicazione digitale di Fiera Milano Media), Emilio Bianchi (Direttore Generale di Senaf).

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