Due le masterclass previste il 6 giugno a Tokyo in un periodo di massima attenzione verso le produzioni made in Italy, che secondo le ultime rilevazioni di Nomisma Wine Monitor (fonte dogane) hanno messo a segno una crescita tendenziale in valore nel primo trimestre del 3,4%.
"Il Giappone è da tempo uno dei mercati strategici più
interessanti per il nostro territorio - ha detto il direttore
del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello - e lo è
ancora di più oggi, con un accordo bilaterale destinato a
incrementare le nostre quote di mercato nel Paese culturalmente
più maturo in campo enoico dell'Asia Orientale. I primi effetti,
secondo quanto rilevato, indicano il sorpasso dell'Italia sul
Cile, che perde quasi il 25% delle proprie vendite, e un aumento
dei vini fermi imbottigliati made in Italy del 7%, a fronte di
una domanda complessiva sul segmento a -4%. Segnali positivi
questi - ha concluso Bussinello - che fanno ben sperare in un
ulteriore salto di qualità dei rossi Dop del Veneto, per il 70%
rappresentati dalla Valpolicella, che hanno chiuso il 2018 a
+14,5%".
L'Italia è ora il secondo fornitore di vino in Giappone
dietro alla Francia, che anche grazie allo Champagne domina il
trimestre con un +12,3%.
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