La competizione sulle tecnologie green sarà “selvaggia e senza regole” e per questo l’Ue dovrebbe concentrare gli sforzi solo su alcuni settori della strategia industriale del Green Deal, batterie e idrogeno, anche con meccanismi di sussidi comuni, come il fondo per la sovranità, che “è l’unico modo per superare la contraddizione di dover mantenere un robusto controllo degli aiuti di Stato per preservare il mercato unico e la necessità di rispondere in modo adeguato all’Inflation Reduction Act” americano. Così Pascal Lamy, già direttore del Wto e oggi coordinatore del network degli istituti Jacques Delors, ha anticipato i contenuti della posizione che il network assumerà nei prossimi giorni sulla risposta europea all'Inflation Reduction Act (I.R.A.), in un intervento in un webinar organizzato dal Financial Times.
“L’Ue avrebbe potuto aprire una controversia con gli Stati Uniti al Wto” perché il principio del Buy American, “è in totale contraddizione con le regole del commercio mondiale”, ha esordito Lamy, ma “non lo ha fatto per motivi politici”. “Con l’Inflation Reduction Act – ha esordito Lamy – gli Usa hanno confermato che ormai non gli importa del Wto”. Cina e Usa, ha aggiunto, non possono più stare insieme nell’organizzazione mondiale del commercio.
Si tratta di una “pessima notizia, soprattutto per le economie emergenti” perché “vuol dire che la corsa alle Green Tech sarà selvaggia e senza regole”, ha sottolineato. Nella scelta di Bruxelles di non aprire una guerra commerciale con gli Usa, da un lato ha pesato “l’alleanza nella difesa dell’Ucraina dall’invasione russa”, dall’altro “il convincimento di poter ottenere deroghe dagli americani” sul principio del Buy American, ha detto Lamy. “Nella mia esperienza, io avrei prima minacciato gli Stati Uniti di aprire una disputa al Wto e solo dopo, se avessero dimostrato che a loro interessa, avrei negoziato con loro per ottenere deroghe”.
“Nel toolbox della decarbonizzazione ci sono quattro strumenti, che il Green Deal usa tutti – spiega Lamy – e cioè sussidi, prezzo del carbonio, regolamentazione e leva fiscale”. “Gli Usa – prosegue – non vogliono il carbon pricing, la leva fiscale è un concetto che non apprezzano, la regolamentazione è difficile a livello federale, allora puntano tutto sui sussidi e lo fanno in modo molto efficiente, nel senso che non tracciano traiettorie di decarbonizzazione ma concentrano gli sforzi sulle filiere in cui pensano di essere più dipendenti dalla Cina” e di dover costruire la loro autonomia.
La metafora di Lamy è che l’Ue “riempie molte taniche d’acqua, gli Usa utilizzano una manica anti-incendio”. Sulla strategia che l’Ue dovrebbe usare per rispondere all’Inflation Reduction Act, Lamy è netto: “L’Ue dovrebbe scegliere le sue battaglie, non pretendere di fare tutto”. Dovrebbe concentrarsi su “batterie e idrogeno” e “trasformare le sue taniche in una manichetta” indirizzando aiuti comuni a questi settori, come l’ipotizzato “fondo per la sovranità”.
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