Tanti applausi, ieri sera, al Carlo Felice, per la prima dell'opera donizettiana "L'elisir d'amore" che ha segnato il ritorno della grande lirica nel teatro genovese dopo il lungo lockdown.
Un'edizione particolare perché interamente interpretata dai giovani cantanti che si stanno formando nell'Accademia di Perfezionamento vocale istituita nel Carlo Felice e diretta da Francesco Meli.
Una iniziativa importante in un momento di pandemia che non
permette ai giovani di avere occasioni per andare in scena. I
giovani dell'Accademia hanno mostrato di crederci. L'esito è
stato decisamente positivo. Tutti i componenti del cast hanno
evidenziato buone doti tecniche e promettenti qualità
interpretative: Nino Franchini, un generoso Nemorino, Claudia
Muschio una Adina di particolare duttilità espressiva, Alberto
Bonifazio, solido Belcore, Francesco Auriemma, simpatico
Dulcamara, Giulia Filippi aggraziata Giannetta.
Tutti si sono fatti apprezzare per le capacità sceniche, ben
organizzati dalla regia di Davide Garattini Raimondi che ha
puntato sulla loro freschezza e sul loro entusiasmo per
costruire un'azione scorrevole e divertente, nonostante le
difficoltà determinate dalle esigenze di distanziamento fra i
diversi cantanti sul palcoscenico (il coro ad esempio ha dovuto
mantenere la mascherina). La scenografia era quella colorita e
fiabesca di Lele Luzzati, i costumi altrettanto fiabeschi di
Santuzza Calì.
Sul podio Alessandro Cadario ha diretto con vigore non sempre
cogliendo quella eleganza che appunto è insita nella partitura
donizettiana. Esito comunque estremamente positivo e teatro
esaurito con autentiche ovazioni finali.
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