Ha raccolto due milioni di euro in tre mesi il fondo per la casa lanciato dall'arcivescovo di Milano Mario Delpini il 15 dicembre scorso in occasione delle celebrazioni per i 50 anni della Caritas ambrosiana con l'obiettivo di dare una risposta all'emergenza abitativa in una città dove ci sono "profondi squilibri e disuguaglianze economiche" che "rendono sempre più difficile garantire il diritto alla casa".
Una città dove è partita la protesta delle tende degli studenti universitari che protestavano per il costo proibitivo degli alloggi, e che ora affronta anche le inchieste nel settore dell'urbanistica.
Un primo milione è stato messo nel 'Fondo Schuster - case per la gente' dalla stessa arcidiocesi, 500 mila euro sono arrivati dalla fondazione Peppino Vismara, 150 mila dagli enti bilaterali del terziario e del turismo di cui fanno parte Camera di Commercio, Cgil, Cisl e Uil e 400 mila da privati. Regione Lombardia attraverso Aler ha messo a disposizione 120 alloggi (è stato selezionato un primo blocco sperimentale di 15, in diverse parti della città), il Comune 12 appartamenti in via Ricciarelli con l'intento di metterne poi altri a disposizione, mentre 15 sono, su cui sono in corso le valutazioni tecniche, sono arrivati da parrocchie o privati.
Nel frattempo i Siloe (Servizi Integrati Lavoro Orientamento Educazione) e area Casa della Caritas ambrosiana, a cui è stata affidata la gestione del fondo, hanno iniziato ad analizzare i casi segnalati dai centri di ascolto della Caritas, di questi 43 sono stati presi in carico con l'assegnazione di 85 mila euro.
Il fondo infatti servirà per tre cose: i lavori di riqualificazione degli alloggi, per cui è destinata la metà delle risorse, le garanzie ai privati che mettono a disposizione gli appartamenti con affitti calmierati (20%) e un contributo alle spese abitative, dal contributo all'affitto a quello per bollette, spese condominiali o di riqualificazione. (30%).
Si tratta di "un tema altamente problematico sia a Milano che nei territori della Diocesi " ha sottolineato il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti spiegando che ora il lavoro è per stringere "alleanze" con istituzioni pubbliche e mondo delle imprese e terzo settore perché gli interventi abbiano senso e durata". Ma soprattutto la speranza è che il Fondo sia "stimolo a politiche di settore che evitino la polarizzazione tra città e quartieri per ricchi, e città e quartieri per gli altri ceti sociali". "Ci teniamo alla coesione e dunque - ha concluso alla sicurezza delle nostre comunità, ma anche alla qualità delle relazioni umane e alla tenuta democratica dei nostri territori".
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