Il trattamento dei pazienti
contagiati da Covid-19 con il 'plasma iper immune' trova
consensi tra gli addetti ai lavori, ma anche posizioni più
'tiepide'. "Chi guarisce da questa malattia - spiega all'ANSA
l'immunoematologo Giuseppe Cimino, per vent'anni primario del
Centro trasfusionale dell'ospedale 'Cardarelli' di Campobasso -
ha sviluppato nel sistema immunitario anticorpi che si trovano
nel plasma, se viene prelevato e trasfuso in pazienti malati è
possibile neutralizzare il virus. A mio avviso - aggiunge -
potrebbe anche essere esclusa una recidiva in quanto chi è
guarito dalla malattia in sostanza è immune a questo virus. La
procedura, inoltre, è innocua sia per il donatore sia per il
ricevente". Su eventuali controindicazioni Cimino spiega: "Sul
plasma del donatore vengono effettuati tutti i test per
accertare che sia sicuro dal punto di vista infettivologico e di
conseguenza non sia veicolo di altre malattie".
Si può parlare di svolta nelle terapie anti-Covid? "È chiaro
- osserva - che per esprimere un parere definitivo sulla terapia
c'è bisogno di studi randomizzati su un nucleo elevato di
persone, ma al momento credo sia una valida soluzione per
fronteggiare la malattia in attesa di un vaccino specifico.
Faccio un plauso - conclude - ai medici trasfusionisti e
pneumologi che hanno intrapreso questo tipo di terapia".
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