La conduzione della storia azienda vitivinicola 'Pio Cesare', 75 ettari di vigneti nel cuore della produzione di Barolo e Barbaresco, dopo l'improvvisa morte di Pio Boffa, avvenuta pochi giorni fa, passa alla figlia Federica Rosy, 23 anni, e al nipote Cesare.
Proprio quest'anno l'azienda giunge al traguardo dei 140 anni di attività e li celebra con etichette speciali e due vini da collezione, in tiratura limitata, che usciranno a giugno.
"Le etichette, disegnate dal fondatore, che da sempre riportano
con orgoglio lo stemma della città di Alba, sono immutabili ma a
partire da quest'anno in calce avranno i nomi 'Barolo Pio' e
'Barbaresco Pio', appellativi con i quali questi vini sono stati
chiamati fin dagli anni '60 - spiega Federica Rosy Boffa - per
sottolineare gli estremi dell'anniversario, la doppia cifra
1881-2021 verrà riportata sull'etichetta del Barolo Pio e sulle
capsule di tutti i nostri vini".
I vini da collezione sono il nuovo Barolo del Comune di
Serralunga d'Alba, annata 2017, e il Barolo Riserva 2000.
"Abbiamo deciso di riconoscere un tributo al nostro storico
attaccamento al terroir di Serralunga d'Alba e produrre in
quantità limitata solo ed esclusivamente in occasione del nostro
anniversario un Barolo proveniente da una piccola parte di
ognuna delle 4 proprietà di famiglia in quel comune (Ornato, La
Briccolina, La Serra e Lirano) che sono riprodotte in etichetta
attraverso un tetraedro multicolore. Abbiamo numerato 1881
bottiglie in ricordo dell'anno della nostra fondazione",
racconta Cesare Benvenuto Pio, che già dal 2000 affiancava lo
zio in azienda.
Il Barolo Riserva 2000 è un'edizione ancora più limitata:
solo 500 esemplari anch'essi numerati. L'idea di Pio Boffa era
fare "un omaggio al Barolo, alla sua longevità e alla tradizione
di famiglia. E così sarà - continua Cesare Benvenuto Pio - si
tratta, oggi, a maggior ragione, di un vero e proprio rilascio
affettivo. La chiave che custodiva le bottiglie, protette
gelosamente prima da Nonna Rosy e poi da Pio, è riprodotta in
etichetta".
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