Una storia di spionaggio, intelligence, inganni, guerra e amore è quella raccontata dal regista John Madden in "L'arma dell'inganno.
Operazione Mincemeat", proiettato ieri sera nella sezione Anteprime Internazionale nel teatro Petruzzelli di Bari, nell'ambito della XIII edizione del Bif&st (dal 12 maggio al cinema).
"In ogni storia vi sono elementi visibili e altri nascosti.
Questo è particolarmente vero nelle storie di guerra" è la frase
che apre il film, ispirato a una vicenda vera, dove la realtà
sembra superare la fantasia. Non è un caso che tra i personaggi
del film vi sia lo scrittore e militare Ian Fleming, creatore di
James Bond, interpretato da Johnny Flynn, ai cui racconti
potrebbe essersi ispirato l'ufficiale dell'Intelligence
britannica che ebbe l'originale idea. L'operazione Mincemeat fu
una delle più famose azioni di spionaggio della Seconda Guerra
Mondiale, realizzata nella primavera del 1943, che probabilmente
segnò gli esiti stessi del conflitto a vantaggio degli
anglo-americani contro i nazisti. Gli alleati, pronti a sbarcare
in Europa e in particolare in Sicilia, escogitano un piano di
depistaggio dell'esercito tedesco. Due ufficiali
dell'Intelligence, Ewen Montagu (Colin Firth) e Charles
Cholmondeley (Matthew Macfadyen), fanno circolare false
informazioni sullo sbarco delle truppe, spostando l'attenzione
dei nazisti sulla Grecia per lasciare libere le spiagge
siciliane. Al centro del racconto c'è l'agente segreto che si
sarebbe fatto messaggero del depistaggio, insospettabile perché
già morto e attorno al quale viene costruita una falsa identità
che incrocerà i sentimenti e le vicende personali dei
protagonisti.
"L'Italia ha un ruolo importante nella storia, mi è quindi molto
dispiaciuto non poter girare in Sicilia. Purtroppo però avevamo
a disposizione un budget ristretto che ci impediva di girare in
due diverse località all'estero e alla fine la Spagna ha avuto
la meglio" ha detto il regista intervenuto al Bif&st con un
videomessaggio. "Avrei tanto voluto esserci - ha aggiunto - ,
sono già stato a Bari con un altro film e per qualunque regista
vedere il proprio lavoro proiettato in quel meraviglioso teatro
è davvero un'esperienza unica".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA