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Sindaci in 'guerra', Decimo non si tocca

Sindaci in 'guerra', Decimo non si tocca

Luftwaffe lascia,si teme chiusura. A rischio migliaia lavoratori

CAGLIARI, 29 gennaio 2016, 16:48

Redazione ANSA

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(ANSA)-CAGLIARI,29 GEN - Sindaci pronti alla battaglia per salvare la base militare di Decimomannu. Oltre 150 persone hanno partecipato all'assemblea organizzata dai primi cittadini dei Comuni limitrofi a sostegno del personale della base, a rischio chiusura dopo l'annuncio della Luftwaffe che entro la fine del 2016 lascerà la struttura militare, per la quale concorre alle spese di mantenimento.

Undici i sindaci presenti, con loro anche alcuni consiglieri regionali dei diversi schieramenti, Alessandra Zedda (Fi), Piero Comandini (Pd), Stefano Tunis (Fi), Paolo Truzzu (Fdi). "L'eventuale chiusura della base metterà a rischio tutto il tessuto sociale del territorio e in difficoltà almeno cento famiglie per complessivi 2.000 lavoratori - ha tuonato il sindaco di Decimo Anna Paola Marongiu - Si tratta di 80 milioni di euro di stipendi, con 80 ditte locali esterne che lavorano per la base, impiegando mille persone.

La nostra preoccupazione è tutelare le famiglie, conservare il tessuto sociale - ha chiarito il primo cittadino - Non possiamo inseguire le ideologie, ma combattere la disoccupazione". Comandini ha annunciato che mercoledì si terrà un incontro in Regione con il presidente Francesco Pigliaru. "Se ci sarà avviene con molto ritardo rispetto alle nostre richieste - ha sottolineato Mario Grieco, coordinatore regionale Fisascat Cisl settore Usa-Nato - Ma se non dovesse esserci, porteremo tutti i lavoratori dell'industria Difesa della Sardegna sotto il palazzo della Regione".
   

CHIUSURA BASE MORTE DEL TERRITORIO - "La chiusura della base rappresenta la morte per questo territorio, non tutti hanno percepito cosa accadrà, ci sarà la perdita di decine di posti di lavoro in un territorio già martoriato dalla crisi. Con la partenza dei tedeschi non rimarrà nulla, ma non lo permetteremo". Sono le parole del sindaco di Villasor, Walter Marongiu, che oggi ha preso parte all'assemblea a sostegno del personale della base di Decimomannu.

"Esiste uno spiraglio - ha annunciato il primo cittadino - a marzo a Roma si incontreranno la Luftwaffe e l'Aeronautica e in quell'occasione si possono proporre soluzioni, ma bisogna attivarsi". Difendere la base è l'obiettivo anche del consigliere regionale del Pd Piero Comandini. "L'attività militare non è solo difesa ma anche ricerca - ha detto - bisogna far capire che non si tratta di inquinamento industriale. Voglio essere ottimista, credo che con l'intervento della Regione e del Governo la situazione possa essere recuperata. Ci sono tanti colleghi anche nel Pd che condividono questa posizione. Questo non è il momento di divisioni destra-sinistra".

Ma l'opposizione va all'attacco. ""Pigliaru esca dal suo silenzioso torpore e soprattutto dal suo stato di soggezione ad una vecchia impostazione ideologica della sinistra radicale - hanno incalzato i consiglieri Alessandra Zedda (Fi), Stefano Tunis (Fi) e Paolo Truzzu (Fdi) - La presenza dei militari in Sardegna è una risorsa, che può assicurare lavoro anche in futuro con un minore impatto sul territorio. Lo sviluppo della ricerca militare non può avvenire senza basi e l'Isola deve cogliere l'opportunità per diventare un centro d'eccellenza nazionale e internazionale. La Giunta regionale - è la domanda degli esponenti della minoranza - ha il coraggio di affrontare la questione senza farsi condizionare dai vecchi tic dell'ideologia antimilitarista?".

Ha parlato di riconversione in ricerca e industria anche Antonsergio Belfiori, delegato nazionale del Cocer. "Le altre regioni ci stanno portando via importanti opportunità di sviluppo - ha sottolineato - si possono riconvertire le basi con la ricerca, con progetti che riguardano l'industria della Difesa come avviene già in altre realtà della Penisola. La Sardegna con le basi ha dato tanto, ora è il momento di battere cassa e sviluppare in questa regione progetti tecnologici per la Difesa".

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