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Lirico Cagliari ripesca Palla de' Mozzi

Lirico Cagliari ripesca Palla de' Mozzi

Opera "dimenticata" di Gino Marinuzzi apre la nuova Stagione

24 gennaio 2020, 20:14

Redazione ANSA

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Strappata all'oblio ritorna in scena a 78 anni dall'ultima rappresentazione "Palla de' Mozzi".
    L'opera di Gino Marinuzzi apre il 31 gennaio la Stagione operistica e di balletto del Lirico di Cagliari. Preziosa rarità musicale, sarà eseguita nel capoluogo per la prima volta in tempi moderni con repliche fino al 9 febbraio. "Un'opera che desta curiosità e restituisce la giusta attenzione a un compositore per troppo tempo trascurato", ha detto all'ANSA il sovrintendente del Teatro Lirico Nicola Colabianchi, che questa sera l'ha presentato al numeroso pubblico nel foyer di platea.
    Titolo che ha ereditato assieme al cartellone una volta giunto a Cagliari e sposato in pieno. Composta nel 1932, la sua ultima esecuzione risale al 1942 e a dirigerla era stato lo stesso compositore palermitano, da molti ritenuto uno dei più grandi direttori d'orchestra del Novecento, al Teatro dell'Opera di Roma. Non esistono registrazioni audio o video dell'opera che sarà registrata per la prima volta durante la rappresentazione.
    Colabianchi non nasconde il suo entusiasmo: "Un titolo perfetto per l'apertura di Stagione di un Teatro d'Opera. Il Lirico ha del resto una tradizione consolidata nel riscoprire e far partire la Stagione con opere rare e mai eseguite".
    Un marchio di fabbrica che ha reso il teatro cagliaritano famoso nel mondo. "Palla de' Mozzi rappresenta una via italianissima alla composizione operistica - ha detto Colabianchi - una scrittura orchestrale caratterizzata da una ricerca armonica nella tonalità, nella politonalità, nella modalità, un eclettismo musicale che pesca dalla tradizione con richiami anche alla musica popolare dei secoli precedenti".
    Ambientata nel Cinquecento è un dramma dal sapore ottocentesco. La sua vicenda intreccia armi, amori ma anche ideali "risorgimentali". "Il protagonista Palla de' Mozzi, Capitano di ventura, è erede di Giovanni delle Bande Nere", ha raccontato Colabianchi.

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