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Esplode vulcanello a Macalube d'Aragona, morti due fratellini

Esplode vulcanello a Macalube d'Aragona, morti due fratellini

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PALERMO, 03 giugno 2015, 10:18

dell'inviato Francesco Terracina

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Le operazioni di soccorso e ricerca sul luogo dell 'esplosione di un vulcanello nella riserva Macalube - ANSA/ CALOGERO MONTANA - RIPRODUZIONE RISERVATA

Le operazioni di soccorso e ricerca sul luogo dell 'esplosione di un vulcanello nella riserva Macalube - ANSA/ CALOGERO MONTANA - RIPRODUZIONE RISERVATA
Le operazioni di soccorso e ricerca sul luogo dell 'esplosione di un vulcanello nella riserva Macalube - ANSA/ CALOGERO MONTANA - RIPRODUZIONE RISERVATA

Quella porzione di terra desolata, dove il fango ribolliva con un lento e rassicurante borbottio, ha ingoiato le vite di Laura e di Carmelo Raimondo, i fratellini di 7 e 9 anni andati in gita con il padre, che si è salvato dall'esplosione delle Maccalube, nell'omonima riserva naturale di Aragona, nell'Agrigentino.

Era circa mezzogiorno quando un pezzo di terra, grande quanto un campo di calcio, si è "ribaltato", come suggerisce il nome stesso del luogo: il termine Macalube (o Maccalube), che deriva dall'arabo Maqlùb, significa letteralmente "ribaltamento". La terra ha tremato, una colonna di fango, secondo alcuni testimoni alta 40 metri, si è sollevata prima di ricadere, seppellendo i due bimbi e trascinando con sé anche il padre, un carabiniere di 46 anni che vive ad Aragona con la moglie Giovanna Lucchese e lavora nella stazione dell'Arma a Joppolo Giancaxio.

Il padre e i due bambini erano lì perché Carmelo aveva una passione per le Maccalube, forse per tutte quelle leggende che nel suo paese si tramandano da generazioni: storie di maghi che accendono i fornelli sotto la terra e di tanto in tanto rapiscono qualche visitatore. I tre si trovavano proprio in quella porzione maledetta di terra. Poco distante c'erano due coppie di turisti. Improvvisamente è avvenuta l'esplosione. Rosario Mulone era accanto alla bimba, mentre il maschietto era quattro o cinque metri indietro. Hanno tentato la fuga, ma la pioggia di fango si è abbattuta su di loro. Quando i soccorritori sono arrivati, Rosario era sepolto fino al petto. Lo hanno tirato fuori i pompieri e gli uomini della Protezione civile. L'uomo gridava senza sosta e chiedeva notizie dei figli. Laura l'ha individuata Nio Centuripe, il pastore tedesco del Nucleo operativo cinofilo di Aragona, guidato da Raimondo Collura. La bimba era sotto uno strato di fango di mezzo metro, già senza vita. Il corpo del fratellino è stato trovato soltanto poco prima delle 19, quando le fotoelettriche dei soccorritori erano già accese su quella che prima era una depressione del terreno e ora è diventata una collina. Le speranze di trovarlo in vita erano svanite da un pezzo. Anche i genitori, rimasti sull'ambulanza per ore, intorno alle 17 sono stati accompagnati in ospedale, dove era stato portato il cadavere di Laura e dove i sanitari li hanno sottoposti a controlli medici.

La madre Giovanna non riesce a capacitarsi: aveva insistito affinché i suoi figli rimanessero a casa, perché c'era vento; ma oggi, le avrebbe detto il piccolo, c'è anche il sole. E poi lunedì Carmelo avrebbe compiuto 9 anni. La gita doveva essere l'inizio dei festeggiamenti e invece si è trasformata in tragedia. Intanto, sulla riserva istituita nel '95 e gestita da Legambiente, si abbattono le polemiche. Tra il 2002 e il 2008, le maccalube sono state al centro di un fenomeno che ha prodotto profonde fenditure nel terreno e la formazione di una vasta collina a seguito di forti esplosioni. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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