"Fugato" è il titolo della nuova personale di Rita Lo Cascio, pittrice palermitana, le cui opere tra colore e forma si intrecciano in un dialogo vibrante.
La mostra, che sarà inaugurata venerdì prossimo a partire dalle 17, nella galleria "Il Casino delle muse" (via XII Gennaio) a Palermo raccoglie 14 tele che riflettono l'essenza dell'interazione presente nelle opere dell'artista, richiamando alla mente la complessità della fuga, un genere musicale che fonde temi diversi in una sinfonia armoniosa.
Analogamente, le
creazioni di Lo Cascio fanno leva su loro dinamiche cromatiche e
tensioni, dando vita a un racconto visivo che invita i
visitatori a esplorare un ricco arazzo di emozioni. "La mostra
'Fugato' - spiega il curatore e critico d'arte Giuseppe Carli -
si struttura come un viaggio visivo che invita il visitatore a
immergersi in una dimensione sensoriale e contemplativa. Il
percorso espositivo è articolato con una selezione di opere di
grande impatto visivo, ognuna delle quali si presenta come un
capitolo di una narrazione emotiva che si dipana attraverso
l'uso di interazioni cromatiche complesse. La scelta di esporre
questi dipinti - aggiunge Carli - consente di valorizzare la
profondità e la luminosità dei colori, richiamando alla mente le
teorie del colore di artisti storici come Wassily Kandinsky e
Paul Klee, i quali hanno saputo trasformare le emozioni in
linguaggi visivi propri. Ogni opera esposta è caratterizzata da
una vivace tensione tra sezione e contrasto, un aspetto che
continuamente stimola la riflessione sul dialogo tra le diverse
aree cromatiche. L'uso di blu intensi, rossi cremisi e accenti
di corallo svela un processo creativo che si adegua alla
tradizione dell'informale, richiamando l'attenzione
sull'importanza dell'atto pittorico come espressione immediata e
visceralmente umana". I visitatori potranno percepire una sorta
di movimento interno in ogni quadro, che si trasforma in
un'esperienza sensoriale. "Rita Lo Cascio si distingue per la
sua capacità di far emergere una narrazione intima e al contempo
universale. L'esposizione è anche un momento di introspezione e
connessione con l'universo emotivo umano", conclude il curatore.
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