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Scuola, gli studenti: 'Siamo 100mila'

Scuola, gli studenti: 'Siamo 100mila'

"La scuola pubblica non si tocca" e ancora "quale merito" tra gli striscioni

ROMA, 19 novembre 2022, 08:27

Redazione ANSA

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Manifestazione studenti. Torino - RIPRODUZIONE RISERVATA

Manifestazione studenti. Torino - RIPRODUZIONE RISERVATA
Manifestazione studenti. Torino - RIPRODUZIONE RISERVATA

Cortei a Roma, Palermo, Genova, Verona e nelle principali città d'Italia. Presidi, sit-in e assemblee in piazza in altre 30 città in tutto il Paese per una riforma della scuola e contro il governo Meloni. Secondo la Rete degli Studenti Medi e l'Unione degli Universitari, che organizzano la mobilitazione di oggi, nonostante la pioggia in gran parte d'Italia, gli studenti e le studentesse scesi in piazza sono 100mila. "È sempre positivo che gli studenti esprimano le proprie idee e avanzino le proprie proposte, è uno degli elementi fondamentali delle società libere" ha dichiarato il ministro dell'Istruzione e il merito Giuseppe Valditara, al centro delle polemiche dei manifestanti.

Oggi a Roma una delegazione del ministero dell'Istruzione e del Merito ha interloquito con alcuni rappresentanti dei giovani in corteo. "La delegazione si è dichiarata disponibile ad ascoltare e raccogliere le istanze delle associazioni studentesche e riportarle al ministro, in vista del dialogo da lui annunciato nelle sedi istituzionali. Il dialogo è stato il principio cardine su cui ho impostato da subito la mia azione. Confermo che, nella 'Grande Alleanza per la Scuola e per il Merito' che stiamo costruendo, il confronto con le ragazze e con i ragazzi riveste un ruolo fondamentale e sarò lieto di approfondire quanto prima il dialogo nelle sedi istituzionali preposte con i rappresentanti democraticamente eletti degli studenti", ha aggiunto il ministro.

La protesta

"Nessun merito a questo Governo" hanno scritto però i giovani a Genova, Palermo e Verona. Le piazze sono state molto partecipate anche a Varese, Vicenza, Perugia, Mantova, Pisa, Cagliari, Imperia, Forlì. Oggi pomeriggio previsti altri presidi e assemblee nelle Marche, in Basilicata e a Bologna. "Siamo pronti a difendere il diritto allo studio e ogni diritto conquistato fino ad ora - ha spiegato Rete Studenti e Udu - Le forze che compongono il Governo sono anti studentesche. Valditara è responsabile della Riforma Gelmini che ha contribuito a distruggere la scuola e l'università pubbliche. Abbiamo interrogato i candidati dei partiti che sostengono il Governo durante le elezioni e nessuno ha sostenuto le proposte studentesche. "Vogliamo investimenti sul diritto allo studio, non riflessioni su un merito che non esiste. Non ci può essere merito in una scuola che non dà a tutti gli stessi strumenti e le stesse possibilità. Vogliamo giustizia ambientale, lavoro stabile e retribuito, salute mentale".

Anche Cgil ha espresso la sua vicinanza alle mobilitazioni: "è prioritario che nelle prossime settimane, con la legge di bilancio, e nei prossimi mesi, con la realizzazione di quanto previsto dal Pnrr, siano condivise e assunte le scelte strategiche per rafforzare il sistema di istruzione e formazione. Occorreranno - ha proseguito il sindacato di corso d'Italia - investimenti e interventi finalizzati innanzitutto ad aumentare il tempo scuola (pieno e prolungato), estendere l'obbligo scolastico a 18 anni, rivedere radicalmente il rapporto tra istruzione e lavoro, garantire in tutto il Paese lo sviluppo del sistema nazionale universitario superando l'attuale logica competitiva fra atenei e sostenere il libero accesso alla formazione superiore e il diritto allo studio anche con la drastica riduzione delle tasse universitarie, garantire lo sviluppo del sistema pubblico della ricerca, riconoscere la formazione continua e la formazione permanente come diritto soggettivo e universale, contro ogni ipotesi di differenziazione regionale".

Le richieste

I giovani rivendicano con forza i 5 pilastri della scuola. "Non possiamo accettare una scuola basata su merito, competizione, patria e famiglia come intenzione del ministro Valditara, siamo contro questo governo come siamo stati contro quelli precedenti", dicono.

"L'anno scorso a partire dalle assemblee nelle scuole e nelle città di tutto il paese siamo arrivati agli Stati Generali della scuola dove abbiamo definito insieme a studenti da tutto il Paese e alle realtà del sociale il modello di scuola che vogliamo - dichiara Alice Beccari, dell'Unione Degli Studenti UDS - domani scendiamo in piazza rivendicando 5 pilastri della scuola: una legge nazionale sul diritto allo studio, la sostituzione dei PCTO con l'istruzione integrata, salute e sicurezza per un edilizia sicura ed educante e per la garanzia del benessere psicologico, maggiore rappresentanza studentesca e la riforma dello statuto perché maggiori diritti siano garantiti".

"Scendiamo in piazza anche contro questo governo come da anni scendiamo facciamo con tutti i governi - continua Beccari - abbiamo una proposta concreta e reale di riforma del sistema scolastico tutto e pretendiamo non solo di essere ascoltati come questo governo ci promette che farà, vogliamo vedere le richieste degli studenti di tutto il paese approvate e portate avanti, vogliamo decidere noi perché il futuro ci appartiene".

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