E "incoerente" che, in base all'ultimo Dpcm, si possa mangiare e bere nei locali e non si possa fare musica dal vivo; cosa che, nel rispetto delle regole, è altrettanto sicuro.
Ed è per sottolinearlo che il 6 febbraio al Blue Note, storico locale milanese tempio del jazz, riaperto per il brunch dopo mesi di chiusura forzata, si è svolta una protesta pacifica per mandare un segnale alle istituzioni e a sottolineare l'incoerenza delle norme attuali, con l'hashtag #WeWantMusicBack.
Sul palco, per un brunch organizzato nel pieno rispetto della
normativa vigente, si sono alternati Sergio Cocchi, Michelangelo
Decorato, Giovanni Falzone, Antonio Faraò, Claudio Fasoli, Paola
Folli, Fiore Garcea, Luca Jurman, Lo Greco Bros, Folco Orselli,
Pepe Ragonese, Antonio Zambrini, Attilio Zanchi e Nick the
Nightfly, tutti senza strumenti, ma seduti a tavola, esattamente
come gli altri clienti.
"Abbiamo voluto fare una protesta pacifica, legale e un po'
dadaista per dimostrare come i musicisti possano salire sul
palco per prendere un aperitivo, ma se dovessero suonare
sarebbero considerare untori", ha spiegato Andrea de Micheli, ad
e presidente di Casta Diva Group, holding proprietaria del
locale,
"Il cuore pulsante del Blue Note è il palco: e perché il
nostro può essere utilizzato solo come sala da pranzo e non per
il proprio scopo principale?", ha affermato invece Daniele
Genovese, ad del Blue Note Milano.
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