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Millennium IV, tra Bond e supereroi

Millennium IV, tra Bond e supereroi

In corsa alla Festa di Roma film di Fede Alvarez con Claire Foy

ROMA, 24 ottobre 2018, 19:25

Francesco Gallo

ANSACheck

QUELLO CHE NON UCCIDE MILLENNIUM 4 - RIPRODUZIONE RISERVATA

QUELLO CHE NON UCCIDE MILLENNIUM 4 - RIPRODUZIONE RISERVATA
QUELLO CHE NON UCCIDE MILLENNIUM 4 - RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA - Cambiano le carte: attori, regista, scrittore e product placement e arrivano forse anche più soldi, e si vede. Così questa quarta parte della saga Millennium diventa qualcosa tra un film di James Bond e un blockbuster con tanto di supereroina al femminile. 'Millennium - Quello che non uccide' (The Girl in the Spider's Web), questo il titolo del film passato in concorso alla Festa di Roma e in sala dal 31 ottobre con la Warner, ha infatti un nuovo regista, l'uruguayano Fede Alvarez, ed è tratto dal romanzo omonimo di David Lagercrantz che prosegue la trilogia di Millennium pubblicata postuma dopo la scomparsa del giornalista e scrittore svedese Stieg Larsson nel 2004. Non solo, anche se la natura della saga non cambia la protagonista assoluta, la super-hacker Lisbeth Salander questa volta è Claire Foy, più conosciuta nei panni regali della regina Elisabetta II nella serie Netflix 'The Crown'.

All'attrice inglese, 34 anni, ora tocca vestire, e lo fa con grande disinvoltura, gli abiti dark di Lisbeth compreso il suo sguardo privo di ogni empatia. Che fa il regista uruguayano conosciuto per La casa e Man in the Dark e che ha preso parte anche alla scrittura della sceneggiatura? Realizza un film in cui Lisbeth deve vedersela con un software di sicurezza nucleare che, una volta in mano a qualcuno, renderebbe un gioco da ragazzi far scoppiare una guerra nucleare. Basta un semplice computer di casa. Insomma pane per i suoi denti digitali e altamente tecnologici. Ad affiancarla, oltre alla sua moto nera (ha abbandonato la sua Triumph Bonneville per una Ducati Naked), il suo amato giornalista di riferimento Mikael Blomkvisy (Sverrir Gudnason già conosciuto per la sua interpretazione in Borg McEnroe) e Sylvia Hoeks. Grande ritmo, gelo, scene d'azione, supercar (compare anche una italianissima Lamborghini) e anche un ritorno al passato per la hacker che ritrova la sua unica sorella da lei abbandonata.

"Non è il caso di fare un paragone con gli altri film della saga - spiega oggi a Roma il regista - perché ognuno segue il suo modo di adattarlo. Il quarto libro è totalmente diverso dal primo. Il primo era un mistery, una sorta di Agatha Christie scandinavo, questo è piuttosto un James Bond folle con elementi noir. Quello che tiene insieme tutto è solo il personaggio di Salander". Dice invece Claire Foy: "Il mio personaggio non è certo amabile e non fa nulla per essere attraente, è un personaggio non tradizionale, difficile da interpretare" Qualcosa in comune tra Lisbeth e la Regina Elisabetta? "Non direi. La regina certo è una donna educata a non esprimere emozioni, e questo per tradizione, e anche Lisbeth è così, ma per motivi del tutto diversi". Ancora per l'attrice inglese: "Il mio personaggio non lo vedo però come un supereroina, anche se ammiro in lei la sua volontà di sopravvivere, di combattere comunque anche con persone molto più grosse di lei sperando sempre dentro di sé: posso farcela".

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