(di Patrizio Nissirio) ALESSANDRO CARLINI - NOME IN CODICE: RENATA, STORIA DI PAOLA DEL DIN, COMBATTENTE DELLA RESISTENZA E AGENTE SEGRETO (UTET, PP.
290, 17,50 EURO).
Ad agosto compirà
cent'anni ed è una delle ultime testimoni dirette della
Resistenza: Paola Del Din, Medaglia d'oro al valor militare, era
una giovane studentessa di Lettere quando la Seconda guerra
mondiale e l'occupazione dell'Italia dopo l'8 settembre 1943 la
trascinarono in qualcosa di enorme e violento. Lasciò gli amati
libri e imbracciò le armi, scendendo in campo contro i
nazifascisti, da patriota (non ama il termine partigiana) nelle
fila dell'eroica Brigata Osoppo, in Friuli Venezia Giulia.
Ma anche come agente dei servizi britannici dello Special
Operations Executive (Soe), per i quali sarà nota con il nome in
codice Renata, in onore del fratello Renato, ucciso durante un
assalto a una caserma dei repubblichini nel 1944. Una missione e
un ruolo pericolosissimi che la portarono persino a
paracadutarsi oltre le linee nemiche dopo un addestramento di
qualche giorno.
L'incredibile vicenda di Del Din viene per la prima volta
narrata nella sua interezza in 'Nome in codice: Renata' di
Alessandro Carlini, giornalista e scrittore da sempre legato ai
temi che ruotano attorno alla Seconda Guerra Mondiale, come nei
suoi romanzi ferraresi Gli sciacalli e Il nome del male, basati
sui documenti inediti del magistrato Antonio Buono. Nato dopo
lunghe interviste con la protagonista a Udine ma anche dalla
lettura di documenti britannici finora inediti, il libro, pur
essendo un racconto della realtà drammatica di quegli anni, è
avvincente come un romanzo: vediamo l'Italia dilaniata e
sofferente di quegli anni, condividiamo il coraggio e la
determinazione di Paola, le tensioni tra le formazioni della
Resistenza, il sollievo per la fine della guerra e
dell'occupazione.
Ma le pagine coinvolgono anche perché sono un racconto in
prima persona dell'autore: l'emozione di trovarsi a dialogare
con una testimone della Storia del calibro di Del Din, il tatto
che serve a toccare certi ricordi dolorosi, le sue riflessioni
personali su quei racconti, su quei luoghi e le risposte a volte
sfuggenti ai tanti perché le cose andarono in un modo e non in
un altro. Nell'approssimarsi del 25 aprile 'Nome in codice:
Renata' è a dir poco una lettura essenziale. Per capire, non
dimenticare e - in questi tempi difficili - ascoltare le parole
di Paola, che seppe guardare oltre le ferite del conflitto: "Non
si può continuare a distruggere: si deve costruire".
Nome in codice: Renata verrà presentato per la prima volta
domani, 21 aprile alle 17, al Comune di Udine, presso il Salone
del Popolo di Palazzo D'Aronco. Paola Del Din e l'autore
dialogheranno sui contenuti del libro assieme al Direttore del
Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini.
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