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Ricorso sindacati pubblico impiego contro blocco contratti

Ricorso sindacati pubblico impiego contro blocco contratti

Procedura avviata per questione legittimità costituzionale

ROMA, 28 novembre 2014, 19:36

Redazione ANSA

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Un momento della manifestazione unitaria del pubblico impiego a Roma l '8 novembre 2014 - RIPRODUZIONE RISERVATA

Un momento della manifestazione unitaria del pubblico impiego a Roma l '8 novembre 2014 - RIPRODUZIONE RISERVATA
Un momento della manifestazione unitaria del pubblico impiego a Roma l '8 novembre 2014 - RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA - I sindacati del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil hanno depositato il ricorso sul blocco dei contratti nella pubblica amministrazione. La procedura è stata avviata presso il Tribunale di Roma affinché la questione di legittimità sia sollevata di fronte alla Corte Costituzionale.
    Lo spiegano le categorie in tre comunicati separati.

I sindacati del pubblico impiego oltre allo sciopero tentano così anche la via legale per scongelare la contrattazione, ferma nella Pa dal 2010. L'annuncio del ricorso arriva alla vigilia delle mobilitazioni già decise e dopo pochi giorni dalla sentenza della Corte di giustizia europea sui contratti a tempo determinato nella scuola (il cui rinnovo illimitato è stato considerato ingiustificato). La Cisl spiega così le ragioni del ricorso: "La procedura è stata avviata presso il Tribunale di Roma affinché il medesimo Tribunale sollevi di fronte alla Corte Costituzionale la questione di legittimità in merito al decreto legge n. 78/2010 convertito in legge n. 122/2010. Una norma prorogata per il sesto anno dalla legge di stabilità". Per il coordinatore della Cisl Lavoro pubblico, Francesco Scrima, "la discriminazione e le penalizzazioni cui il Governo Renzi sta continuando a sottoporre il lavoro pubblico lo connota come un pessimo datore di lavoro. Con lo sciopero di lunedì primo dicembre e con iniziative come questa mandiamo al Governo un segnale chiaro". La Cgil e la Uil invece protesteranno il 12 dicembre, in coincidenza con lo sciopero generale. Anche per il segretario generale Fp-Cgil, Rossana Dettori, "la discriminazione e l'umiliazione a cui il Governo Renzi sta continuando a sottoporre il lavoro pubblico lo connota come un cattivo padrone". Soprattutto, fa notare la sindacalista, "la Consulta in passato si è pronunciata dichiarando l'ammissibilità di misure simili solo in chiave emergenziale e in modo circoscritto nel tempo. Ci sembra che queste misure si stiano dilatando, diventando strutturali". Sulla stessa linea i segretari generali di Uil Fpl, Uilpa e Uil Rua, rispettivamente Giovanni Torluccio, Benedetto Attili ed Alberto Civica, secondo cui "a poco servono le parole rassicuranti della Ministra Marianna Madia che, al netto di un buonismo di facciata, non riesce ad avanzare proposte autonome e convincenti".   

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