"In un mondo così complesso avere un dialogo vero, serio, ognuno nel proprio ruolo", tra Governi e mondo delle imprese, "è uno dei modi più interessanti per arrivare a prendere decisioni e definire strategie di lungo periodo".
Emma Marcegaglia, chair del B7, sottolinea così l'efficacia di un modello "di collaborazione" che ha portato le 'confindustrie' a diretto confronto con i Governi del G7 in occasione del G7 in Italia e in particolare delle riunioni ministeriali con focus di approfondimento mirati.
Da parte del
Governo "la collaborazione con il mondo dell'industria c'è, è
forte", rileva: con gli appuntamenti del B7 "abbiamo
l'opportunità, per la prima volta, di incontrare i ministri dei
Paesi del G7, di dialogare insieme. Come mondo del business
abbiamo già evidenziato le nostre idee sul digitale e
sull'energia", in occasione delle riunioni di ministri a Verona
e Torino, "e lo faremo nei prossimi giorni sul commercio
estero", parallelamente alla riunione dei ministri G7 di Reggio
Calabria e Villa San Giovanni, il 16 ed il 17 luglio.
E' un tema che si intreccia con la necessità, oggi, di
misure per l'autonomia strategica e la sicurezza, come emerge
dalla presentazione del libro 'Realpolitik' di Giampiero Massolo
con Francesco Bechis, al Ministero delle Imprese, un confronto a
cui partecipa anche il ministro Adolfo Urso. "Oggi è necessario
ragionare sui rischi, sulla frammentazione delle catene del
valore, sulla necessità di diversificare i nostri
approvvigionamento, ce ne siamo tutti resi conto", serve "una
strategia nuova per dare forza al nostro Paese", avverte
l'industriale dell'acciaio: "Dobbiamo trovare un nuovo rapporto
tra sicurezza-autonomia strategica e competitività" ma
"lasciando i mercati aperti", avverte "bisogna avere chiaro
quali sono i rischi" ma "non deve essere un modo per fare
protezionismo senza dirlo". Dobbiamo dare risposte mirate,
tarate sui rischi: "Servono strumenti precisi, proporzionati,
prevedibili. Strumenti intelligenti, centrati sui rischi e non
adottati in una logica ampia, complessiva, che andrebbe a
discapito della competitività e della crescita". E bisogna
"lavorare sulla crescita economica, italiana ed europea. C'è un
problema di competitività che va affrontato, soprattutto a
livello Ue: se non hai forza economica non conti negli scenari
internazionali. E l'Europa deve ricominciare a essere forte"
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