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Papa Francesco: corruzione, xenofobia, razzismo vergogne della politica

Papa Francesco: corruzione, xenofobia, razzismo vergogne della politica

'Insostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali'

18 dicembre 2018, 19:09

Redazione ANSA

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Papa Francesco - RIPRODUZIONE RISERVATA

Papa Francesco - RIPRODUZIONE RISERVATA
Papa Francesco - RIPRODUZIONE RISERVATA

 I "vizi" della politica, "vergogna della vita pubblica", sono per il Papa "la corruzione" in forma di appropriazione indebita dei beni pubblici o di strumentalizzazione delle persone, "la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l'arricchimento illegale, la giustificazione del potere mediante la forza o col pretesto arbitrario della ragion di Stato, la tendenza a perpetuarsi nel potere, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della Terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali", il "disprezzo" dei "costretti all'esilio".

"Viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell'altro o dell'estraneo, nell'ansia di perdere i propri vantaggi, e si manifesta purtroppo anche a livello politico, attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno",  afferma il Papa nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2019. "Oggi più che mai, le nostre società necessitano di 'artigiani della pace'", aggiunge Francesco. 

"Non sono sostenibili i discorsi politici che tendono ad accusare i migranti di tutti i mali e a privare i poveri della speranza", secondo il Papa che ribadisce che "la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto del diritto e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate".

A 100 anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, per Francesco "oggi più di ieri conosciamo il terribile insegnamento delle guerre fratricide, cioè che la pace non può mai ridursi al solo equilibrio delle forze e della paura. Tenere l'altro sotto minaccia vuol dire ridurlo allo stato di oggetto e negarne la dignità". "È la ragione - osserva - per la quale riaffermiamo che l'escalation in termini di intimidazione, così come la proliferazione incontrollata delle armi sono contrarie alla morale e alla ricerca di una vera concordia. Il terrore esercitato sulle persone più vulnerabili contribuisce all'esilio di intere popolazioni nella ricerca di una terra di pace".

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