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Draghi chiede la fiducia alle Camere. Botta e risposta Salvini-Zingaretti

VERSO LA FIDUCIA

Draghi chiede la fiducia alle Camere. Botta e risposta Salvini-Zingaretti

Il premier prepara il discorso ma c'è il nodo delle liti tra i partiti

ROMA, 15 febbraio 2021, 22:31

Redazione ANSA

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Mario Draghi - RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Draghi - RIPRODUZIONE RISERVATA
Mario Draghi - RIPRODUZIONE RISERVATA

 Avrà inizio intorno alle 22 nell'Aula del Senato la votazione sulla fiducia al governo Draghi. Alle 10 Draghi terrà le sue dichiarazioni programmatiche. Al termine si recherà a Montecitorio a consegnarne il testo. Al Senato il dibattito riprenderà alle 12.30.

La coesione sociale e della politica. Il rigore contro le nuove varianti del Covid. La necessità di procedere a passo ancora più spedito nel piano vaccini. Il presidente del Consiglio Mario Draghi prepara il suo esordio in Parlamento. Il suo discorso non sarà lungo - una ventina di minuti circa - e sarà in gran parte incentrato sulle emergenze e le priorità del Paese. Il Covid, innanzitutto. Ma anche il Recovery Plan con la sua forte impronta ambientalista e le tre grandi riforme da mettere in campo: quella del fisco, quella digitale, quella della giustizia civile.

Non dura quarantotto ore l'appello ai ministri a parlare solo con i fatti. Nelle ore in cui Mario Draghi prepara il discorso sulla fiducia che pronuncerà mercoledì in Parlamento, la sua larghissima maggioranza è già solcata da conflitti, accuse reciproche, distinguo. L'invito al silenzio rivolto in Cdm dal presidente del Consiglio mirava proprio a sminare possibili polemiche prima del voto di fiducia ma è già botta e risposta tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il leader del Pd Nicola Zingaretti, che ieri si sono, tra l'altro, incontrati alla Camera. 

"Euro è irreversibile? C'è solo la morte che è irreversibile", dice il numero uno della Lega a 'L'aria che tira'. "L'euro e l'Europa sono la dimensione dove pensare e rafforzare il futuro dell'Italia. Dovrebbe essere anche superfluo ripeterlo", è la replica via twitter di Nicola Zingaretti.

Il vertice tra i due doveva restare segreto ma ilfattoquotidiano.it immortala entrambi i leader all'uscita e Salvini non nega: "Abbiamo parlato di lavoro, del prossimo blocco dei licenziamenti, bisognerà parlare con le parti sociali". Il Nazareno tace ma il leghista dice di più, che vedrà anche i segretari di M5s, Fi, Iv. I vertici tra i leader potrebbero diventare la camera di compensazione della larghissima maggioranza, spiegano più fonti. "Conto di incontrare gli altri leader entro la settimana. Oggi spero di incontrare Gelmini e Giovannini", dice sempre a La7.

"Stiamo cercando - sottolinea in un altro passaggio - soluzioni alle tante crisi aziendali: c'è un progetto di fattibilità sul ponte dello Stretto con l'acciaio prodotto a Taranto, Sarebbero circa 100mila posti di lavoro. Mi aspetto che Draghi rilanci il Ponte sullo Stretto".

In mattinata Salvini aveva sottolineato a Radio Capital la necessità di deporre l'ascia di guerra lavorare insieme e pensare all'occupazione. Sono stato un'ora con Giorgetti, ci cono 140 crisi aziendali ferme da mesi. Il 31 marzo c'è lo sblocco dei licenziamenti, bisogna intervenire subito".

"Ho visto Salvini ieri per la prima volta nella mia vita. L'ho incontrato innanzitutto perché è giusto dare un segnale di serietà. Penso sia giusto che i partiti debbano collaborare ma non è pensabile che i partiti politici si possano annullare nelle prossime settimane: noi rimaniamo alternativi alla Lega, ma siamo chiamati in questo momento storico a trovare i punti sui quali si deve collaborare. Io almeno dico, mai più una guerriglia quotidiana. Anche in queste ore si dovrebbe evitare di dire cose come quelle sull'Euro, non solo perché sono profondamente sbagliate". Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Cartabianca.
"È un governo migliore del precedente? È molto diverso e non nascondo che noi avevamo chiesto e, posso dirlo, avremmo preferito una maggioranza politicamente più omogenea che forse avrebbe creato meno problemi. Quindi ci affidiamo ora alla personalità di Draghi. Sicuramente è un governo che ha una larghissima maggioranza parlamentare e questo può essere un fatto molto positivo, di tranquillità. Ma ora se non ci mettiamo tutti la buona volontà, potrà anche creare problemi come è accaduto in queste ore su alcuni temi che sono riesplosi", ha affermato Zingaretti.

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