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Poliziotto e moglie trovati morti, ipotesi omicidio-suicidio

Poliziotto e moglie trovati morti, ipotesi omicidio-suicidio

In provincia di Perugia, usato fucile a pompa detenuto dall'agente

CITTA' DI CASTELLO (PERUGIA), 08 marzo 2015, 13:21

Redazione ANSA

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Uccisa dal marito, era impegnata per i minori - RIPRODUZIONE RISERVATA

Uccisa dal marito, era impegnata per i minori - RIPRODUZIONE RISERVATA
Uccisa dal marito, era impegnata per i minori - RIPRODUZIONE RISERVATA

E' forse nei tanti biglietti con cui Yuri Nardi, agente di polizia, ha ricordato i momenti felici vissuti insieme alla moglie Laura Arcaleni, con la quale era in crisi, la spiegazione dell'omicidio-suicidio avvenuto ieri sera nel garage di una villetta alle porte di Città di Castello. Tanti piccoli fogli lasciati in casa, insieme a una lettera, con cui l'uomo chiedeva di "ripensarci" alla sua compagna. Una donna "solare che aveva sempre un sorriso per tutti", per chi la conosceva. I biglietti e la lettera sono ora al vaglio della polizia scientifica per un esame calligrafico disposto nell'ambito delle indagini, condotte da commissariato di Città di Castello e questura di Perugia. Praticamente nessun dubbio però sull'ipotesi che sia stato l'agente a esplodere con il suo fucile a pompa il colpo mortale contro la moglie per poi rivolgere l'arma contro sé stesso e suicidarsi. Decisione forse legata proprio a quel rapporto in crisi. Prima di uccidersi Nardi ha telefonato a un fidato collaboratore della donna chiedendogli di raggiungerlo nella casa di Uppiano (probabilmente per evitare che fossero i familiari a trovare i cadaveri). E' stato lui quindi a dare l'allarme al 113 dopo avere scavalcato la recinzione avendo notato le luci del garage accese e ipotizzando un furto. In tanti conoscevano la coppia a Città di Castello dove lui, 41 anni, lavorava alle volanti del commissariato da diverso tempo. Lei, quarantenne, figlia del presidente della banda musicale tifernate, stava per aprire proprio a Uppiano una comunità di recupero per ragazzi. Diplomata al magistrale con indirizzo psico-pedagogico, Laura Arcaleni aveva lavorato a lungo per la Croce rossa. Prima come autista di mezzi d'emergenza e poi come operatore tecnico. "Era una persona solare, brillante, sensibile e al tempo stesso determinata" ricorda oggi Fabrizio Mancini, suo coordinatore per anni. "Sdrammatizzava sempre - aggiunge - e aveva un sorriso per tutti. Ci siamo visti per l'ultima volta a Natale e mi è apparsa serenissima, nessun accenno a problemi". Del progetto legato alla comunità, Laura Arcaleni ne aveva parlato anche con il sindaco tifernate Luciano Bacchetta. "Una bella idea" si limita a dire oggi. "Perché in casi come questo - aggiunge - parlare troppo può sembrare irrispettoso".

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