L'area archeologica di Altino con
importanti testimonianze paleovenete e romane prodromiche alla
nascita di Venezia è stata teatro di "Altno fest". Si è trattato
del primo Festival dell'Archeologia imitativa dedicato alle
testimonianze dei veneti antichi (Paleoveneti) e di Roma in con
il suo grande porto commerciale. Si sono tenuti, per tutto il
fine settimana, dimostrazioni e laboratori didattici legati alle
tecnologie e alle attività dell'epoca per comprendere
l'artigianato degli antichi abitanti di Altino. Così centinaia
di ragazzini hanno osservato l'angolo della fusione del bronzo,
un vero forno a più di mille gradi in cui, con antichi mantici,
sono state realizzate copie degli oggetti che oggi sono tra i
reperti più curiosi ospitati dal Museo. Poco lontano si è potuto
assistere alla lavorazione del vetro grazie ad un piccolo forno
portatile con cui sono state ricreate le perline, antenate di
quelle veneziane ben più conosciute. Accanto ai due angoli
dedicati ai "forni" di bronzo e vetro i partecipanti sono stati
coinvolti in quattro laboratori pratici nei quali, dopo una
dimostrazione di alto livello artigianale, hanno provato in
prima persona a riprodurre vasi in argilla, un piccolo pezzo di
tessuto di lana, un anellino di palco di cervo e una perlina
d'ambra.
"Il Festival è andato benissimo, siamo molto contenti - dice
Marianna Bressan, direttrice del Museo nazionale e Area
archeologica di Altino (Direzione regionale Musei Veneto) - i
laboratori sono sold out, anzi in overbooking nel senso che
molte persone sono venute anche se non avevano prenotato. Le
persone si sono radunate intorno alle postazioni e hanno seguito
tutto con molta curiosità e attenzione. Un'esperienza da
ripetere sicuramente".
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